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Montalto Uffugo riscopre la sua storia: Matteo Olivieri presenta “La seta di Calabria”

“Il fascino dell’industria serica rivive sabato 7 febbraio a Montalto Uffugo: il Palazzo della Cultura farà da cornice alla presentazione dell’ultimo saggio di Matteo Olivieri.

Dopo la pubblicazione del libro Banchieri di Cosenza nel Rinascimento l’autore si cimenta in un argomento affascinante con un libro dal titolo “La seta in Calabria”.

Si tratta della produzione dell’arte tessile calabrese racchiusa nello spazio di cinque secoli, a ridosso del medio Evo e Illuminismo, tratti gloriosi della imprenditoria locale di un artigianato di mestieri che si conglobano nella nostra regione a seguito della rivoluzione dei commerci marittimi che si incrociavano e trovavano terreno fertile nella Calabria, situata nel centro del Mediterraneo, allora crocevia e punto di forza di interscambi commerciali di spezie e prodotti di varia natura.

Il libro di Matteo Olivieri è un’occasione unica che rappresenta una opportunità irrinunciabile per fare il punto della situazione su un settore importante dell’economia e della produzione artistica della seta, non solo per il territorio calabrese e nazionale ma, anche, internazionale. Protagonista assoluta del fatto è la produzione del baco da seta in Calabria, terra avara, dice Corrado Alvaro, nel suo libro Gente di Aspromonte, ma ricca e generosa di prodotti agricoli se l’uomo si ingegna, però, a dissodare il terreno dalla gramigna per coltivare i frutti che la natura gli offre.

Un lavoro, quello della industria della seta che si annovera con il consolidamento di nuove realtà storiche, avallate da tanto tempo attraverso lo snodo di archivi pubblici e privati dove la contestualizzazione economica e produttiva dei luoghi studiati riaffiora magistralmente in un corredo di immagini storiche che affondano le radici sin dal Medioevo.

La produzione tessile della seta e la conseguente filiera della sericoltura rappresenta pienamente lo spartito della natura umana che diventa imprenditrice di manufatti anche dal sapere evolutivo e dal significato Etno- antropologico. Nell’opera “Calabria prima e dopo l’unità” dello studioso acrese Vincenzo Padula vengono censiti i siti più produttivi della provincia di Cosenza comprendenti i prodotti manifatturieri allora presenti in questo territorio e soprattutto nel contesto del paese di Montalto Uffugo, dove vengono identificati come centri di eccellenza, Caldopiano, Santa Maria la Castagna e soprattutto Vaccarizzo di Montalto Uffugo, antico centro agricolo valdese ma soprattutto territorio di produzione e allevamento del baco da seta e successivamente di tessitura di una seta di qualità eccelsa e raffinata, che lo stesso Matteo Olivieri descrive in modo specifico nel suo libro, intervallato da idee, riflessioni e gesti che fanno della Calabria uno dei baricentri da diffondere e contestualizzare in progetti mirati tendenti anche a creare in loco una nuova imprenditorialità capace di offrire opportunità lavorative ai giovani, che stanno abbandonando la nostra terra in cerca di nuovi orizzonti.

La ricchezza dell’arte tessile calabrese rappresenta un’ opportunità non indifferente recuperando l’arte della memoria come Matteo ci insegna definendo anche antropologicamente i luoghi di coltivazione di questa preziosa arte nella quale dall’antichità fino alla metà dell’Ottocento la Calabria fu una delle regioni più attive e prolifiche della produzione di filati per la tessitura.

Il percorso che viene offerto da questo studioso rappresenta, a mio modesto giudizio, un lavoro di configurazione tra antico e moderno con documenti veri e propri che ci danno una idea di produzione di una filiera ma anche di una cultura locale fatta di commistioni di saperi, di materie e simboli che ben si configurano in un tuffo nel passato, che si potrà rivivere giorno 7 febbraio alle ore 17,00 all’interno del palazzo della cultura (ex monastero dei Cappuccini) grazie anche all’apporto della associazione locale Auser, nella profondità di quei valori umani che hanno permesso alla nostra regione sin dai tempi passati di affacciarsi nel mondo diversificato della imprenditorialità locale.

Questo libro ci invita ancora una volta a riflettere, dice Nicola Paldino, nella prefazione del libro, sul ruolo ancora oggi svolto dalla banca di prossimità, con quella sua valenza di valorizzare l’eccellenza del nostro territorio in uno scenario di valori costruttivi mentre il nostro amico Enrico Marchianò ci invita, sempre nella sua presentazione afferente al libro in questione, di prendere coscienza di quei cosiddetti secoli d’oro della Calabria, tempo della presenza su questi luoghi di personaggi come Parrasio, Foscarini, Amici, Telesio e Campanella, che con le loro idee hanno dato impulso anche a quelle forme di saperi le cui cellule creative si sono diffuse in tutta Europa, come anche è stato abbondantemente messo in rilievo, qualche giorno fa, dalle interviste dei giornalisti di Linea Verde, ripercorrendo l’anima dell’Atene della Calabria, la nostra Cosenza, con quella eccellenza filosofica, astronomica e scientifica nata in questi lidi come pensiero umanistico frutto anche di una riflessione economica non indifferente che ha trovato la quadra con quelle micro industrie della produzione della seta in una scenografia abbastanza avanzata che ha permeato la nostra identità di genere come il libro abbondantemente mette in evidenza. Parteciperanno alla presentazione del libro il Dott. Biagio Antonio Faragaalli (Sindaco di Montalto Uffugo), il dott. Silvio Ranieri (assessore alla cultura di Montalto Uffugo), la prof.ssa Natalizia Sinopoli (presidente Commissione Cultura, comune Montalto Uffugo), il Dott. Romeo Luciano (Presidente Accademia degli Inculti) e il Dott. Enrico Marchianò (Responsabile Club Unesco Cosenza).

Matteo Olivieri a Montalto Uffugo
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