Nella venticinquesima puntata di “Facce da Città”, Marcello Romanelli e Mariarosaria Rizzuti raccontano il mondo di Simone Gaudio

“Quando mi siedo dietro quel bancone, io sogno”. Con queste parole Marcello Romanelli apre la nuova puntata di Facce da Città, sintetizzando l’esperienza che si prova entrando nel regno di Simone Gaudio. Il noto barman cosentino, protagonista dell’intervista, non propone infatti semplici drink, ma un vero e proprio viaggio sensoriale che parte dalle radici della Calabria per arrivare a un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale.
Il primato dell’Amareria
Al centro del colloquio con Romanelli e Mariarosaria c’è l’intuizione che ha reso il locale di Gaudio un punto di riferimento unico: la valorizzazione degli amari. Con una selezione accurata di 150 etichette, Simone ha creato quella che può essere definita la prima vera “Amareria” italiana. “Siamo nella terra delle botaniche”, spiega Gaudio, sottolineando come la Calabria offra risorse naturali straordinarie che il suo team ha deciso di mettere al centro della proposta, superando la banalità dei soliti cocktail.
La sfida al silenzio degli smartphone
Oltre alla qualità dei prodotti, a colpire Marcello Romanelli è la filosofia “sociale” del locale. Simone ha scelto deliberatamente di non avere musica ad alto volume o schermi che distraggano gli ospiti. In un mondo dominato dai telefoni, l’obiettivo è riportare le persone a guardarsi negli occhi. “Vedevo coppie che non si parlavano più”, racconta Simone. Il risultato è un ambiente dove si è quasi “costretti” a chiacchierare, rendendo l’esperienza al bar un atto di vera convivialità.
Consapevolezza e formazione
L’intervista tocca anche il tema del consumo responsabile. Gaudio osserva come le nuove generazioni siano molto più attente e orientate verso opzioni “No Alcol” o “Low Alcol”, figlie di una maggiore informazione. Un cambiamento culturale a cui Simone contribuisce attivamente dal 2010 con la sua accademia professionale, dove forma i barman di domani: “Oggi si beve meglio perché chi sta dietro al banco conosce finalmente la materia e sa cosa somministra”.
Il duello tra Negroni e Mojito
Non manca il confronto tecnico sui gusti dei conduttori: il Negroni preferito da Marcello e il Mojito di Mariarosaria. Simone, con un pizzico di ironia, svela i retroscena calorici e tecnici delle due bevande, ricordando però che, al di là della ricetta, ciò che conta è l’armonia degli ingredienti.
L’ospitalità come valore straordinario
In chiusura, Simone Gaudio lascia un messaggio chiaro per il futuro: il suo obiettivo non è vendere più alcol, ma offrire ospitalità. “La qualità deve essere un dato scontato”, conclude il barman, “quello che offriamo noi è far sentire l’ospite a casa, trasformando l’ordinario in straordinario”. Un sogno, quello citato in apertura da Romanelli, che continua ogni sera dietro quel bancone.

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