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PD Cosenza, Ciacco: «Voltare pagina con Francesco De Luca»

Il consigliere comunale e provinciale Giuseppe Ciacco respinge l’ipotesi di un nuovo commissariamento e indica la strada del rinnovamento: «Basta lacrime di coccodrillo, serve una nuova classe dirigente autentica, Francesco De Luca credibile»

Basta con le mistificazioni: chi ha distrutto il partito non può permettersi il lusso di dare lezioni. Il bollettino del disastro, d’altronde, parla chiaro: tre sconfitte consecutive alle regionali negli ultimi sei anni, la perdita di decine di Comuni, circoli sbarrati, emorragia di iscritti e amministratori in fuga.

Le ultime amministrative sono state la drammatica conferma del crac: il disastro di Reggio Calabria e Crotone, la batosta di Castrovillari e il caso scuola di San Giovanni in Fiore, dove il PD – per la prima volta nella storia – non è riuscito a eleggere nemmeno un consigliere comunale.

Per non parlare del capolavoro politico realizzato alla Provincia di Cosenza, la più importante istituzione del territorio, la quale sull’altare del più becero trasversalismo, è stata vigliaccamente impacchettata e consegnata al centrodestra, dopo quarant’anni – al netto della parentesi Succurro – di virtuoso governo del centrosinistra. Per non parlare del tentativo, altrettanto politicamente piratesco, ma miseramente naufragato, di decretare, qui a Cosenza, l’interruzione anticipata e traumatica del governo municipale di centrosinistra, guidato da Franz Caruso.

Alla faccia dell’etica e della responsabilità politica! E gli artefici di questo tsunami chi sono? Sono gli stessi, che oggi piangono lacrime di coccodrillo sulle proprie macerie. Sono gli stessi che oggi vanno a braccetto con chi , non più tardi di qualche mese fa, li additavano al pubblico ludibrio come malefici cacicchi. Senonché, la memoria politica non si cancella con un colpo di spugna, o con un documento, che nelle intenzioni vorrebbe accreditarsi come un’analisi lucida e spietata del declino del Partito Democratico a Cosenza e in Calabria, ma che, alla prova dei fatti, si rivela per ciò che è: un capolavoro di mistificazione politica. Taluni, invece di scrivere comunicati fingendo di essere “altro”, farebbero bene a poggiare i piedi a terra.

È semplicemente surreale che chi ha gestito il potere nel PD cosentino in modo ininterrotto, oggi, farsescamente, salga in cattedra e propini lezioni di moralità e deontologia politica per processare il disastro di cui è il principale responsabile. I circoli abbandonati e lo scarso radicamento non sono figli di nessuno, né tantomeno di Matteo Lettieri (che io, fra l’altro, non ho votato), il quale, pur con tutti i limiti e impallinato, anche, da infidi tradimenti, è rimasto in sella come segretario provinciale appena dieci mesi, trovando un partito già desertificato e svuotato da una gestione personalistica e asfissiante, che ha soffocato ogni energia e tentativo di affermazione di una nuova classe dirigente.

Tuttavia, il passaggio più grottesco di alcuni documenti è l’appello disperato a Roma e ai vertici regionali per invocare una guida “super partes”: in pratica l’ennesimo commissariamento. Siamo, ancora, una volta, alla farsa: chi ha incendiato la casa, poi, si traveste da vigili del fuoco. In altri termini, si chiama Roma per farsi dare le chiavi delle proprie macerie e ricominciare il giro di giostra.

Non cercano soluzioni autorevoli, ma vogliono evitare di misurarsi negli organismi democraticamente eletti. Altro che rinnovamento! Chi ha firmato il declino non può pretendere di firmare, ora la ricostruzione. Non c’è bisogno dell’ennesimo commissario, utile solo a garantire le ambizioni politiche e personali di chi ha già avuto troppo. Per salvare il PD a Cosenza e in Calabria serve coraggio, aria fresca e il ritorno alla politica vera, quella dei territori, dei Sindaci e degli amministratori locali, di tutte le forze che possono dare un contributo in modo disinteressato. È tempo di voltare pagina definitivamente: le macerie non si affidano a chi ha appiccato l’incendio. Si affidano a una nuova classe dirigente credibile e affidabile.

E di questa nuova classe dirigente è interprete autentico Francesco De Luca, un giovane e valoroso militante, che, che ha già dimostrato sul campo, la propria autorevolezza e autonomia di giudizio, che ha già dimostrato, sul campo, una inguaribile allergia alla deteriore logica della gestione padronale del partito. Certo, Francesco non sarà – e non vuole essere – il “messia” del Partito democratico, perché il PD, qui a Cosenza, non ha bisogno di “salvatori della patria.

Ha bisogno di un Segretario, che sappia favorire e assecondare un percorso ampiamente partecipato e plurale, che sia, in termini di alleanze, “testardamente unitario”. Ma, soprattutto, un percorso che sia, per davvero, bonificato da ogni forma di consociativismo, opaco e dannoso, che da troppo tempo, sta condizionando la vita della comunità. E, in questa direzione, Francesco De Luca ha la postura giusta. A me, nel frattempo, rimane la confortante consolazione di aver aperto per tempo gli occhi!

Così in una nota Giuseppe Ciacco, Consigliere comunale e provinciale di Cosenza.

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