Atti alla Procura e procedura sospesa, il Presidente della Provincia di Cosenza Giancarlo Lamensa: “Ciacco prenda appunti su cosa significa agire nel rispetto della legalità e delle istituzioni, perché è probabilmente abituato ad altro”
In materia di selezioni pubbliche, il cons. Ciacco farebbe bene a guardare in casa propria.
Le sue dichiarazioni in merito alla “procedura selettiva interna per progressioni tra le aree (verticali) “in deroga” – n. 6 posti Area Istruttori” bandita dalla Provincia di Cosenza impongono una replica netta, priva di ambiguità e proporzionata alla gravità delle insinuazioni diffuse.
Le sue esternazioni, infatti, evidenziano un modo di intendere la politica fondato sull’allusione, sul sospetto insinuato più che dimostrato, sulla ricerca del clamore anziché della verità. Chi è abituato a muoversi in ambienti opachi del potere fine a sé stesso finisce,
probabilmente, per ritenere che tutti agiscano con le medesime logiche. È un errore di prospettiva che dice molto più su chi accusa che su chi viene accusato.
I fatti, invece, parlano chiaro. Già nella mattinata di oggi, prima che la vicenda diventasse di pubblico dominio, ho ricevuto comunicazione formale da parte di un componente della commissione circa la propria rinuncia all’incarico per presunte ingerenze esterne.
Immediatamente ho dato indirizzo al Segretario Generale di sospendere in via cautelare l’intera procedura e ho provveduto a informare Prefettura e Procura della Repubblica, rimettendo ogni valutazione alle Autorità competenti. Non c’è alcun tentennamento, né ombra di opacità: ogni passo è stato compiuto con trasparenza e rigore, nel rispetto dei candidati e dell’Istituzione.
Chi oggi grida allo scandalo finge di ignorare che è stata proprio questa Presidenza ad attivare ogni livello di verifica, non solo in questa procedura. È un paradosso evidente; Ciacco tenta di costruire un sospetto su chi, per primo, ha chiesto trasparenza e controllo. Se vi fosse stata anche solo l’ombra di una volontà opaca, non si sarebbe scelta la strada della sospensione immediata e della notizia alle Autorità. Si sarebbe fatto l’opposto. I fatti, invece, raccontano altro.
Il concorso pubblico non è un palcoscenico per battaglie personali o per giochi di visibilità politica. Chi tenta di trascinarlo in questo contesto, come Ciacco, mostra scarsa attenzione al bene comune e alla dignità dei candidati. La politica seria non si misura con le insinuazioni, né si costruisce facendo leva su sospetti infondati o su dinamiche di potere opache (alle quali probabilmente lui stesso è avvezzo) ma si costruisce con responsabilità, trasparenza e rispetto delle istituzioni.
Ribadisco con forza che l’operato della Provincia è stato e continuerà a essere improntato al massimo rigore e alla piena legalità. Ogni tentativo di gettare ombre sull’istituzione attraverso accuse pretestuose e comunicati ad effetto viene respinto senza esitazione. La Provincia di Cosenza non è terreno di polemica sterile.
È un’istituzione che si guida con rigore e trasparenza e continuerà a operare nell’interesse dei cittadini, ben lontana da chi – come il consigliere Ciacco, spesso condizionato da pressioni e interessi altrui anche trasversali – tenta di strumentalizzarla per visibilità personale o logiche di parte. Qui contano i fatti, le procedure corrette e la tutela dell’interesse pubblico, valori che non si piegano a insinuazioni pretestuose o giochi di potere e che, soprattutto, non si rivendicano solo a convenienza, come fa Ciacco.

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