Presentato il progetto quadriennale “Io scelgo me” finalizzato a promuovere percorsi di autonomia e garantire futuro e dignità
di Elvira Sangineto
“Io scelgo me”. Non è solo il titolo di un progetto, ma un grido di autodeterminazione che ha accompagnato la presentazione, avvenuta ieri al Museo dei Brettii e degli Enotri a Cosenza, del progetto finanziato dalla Regione Calabria (Avviso “Donne Libere”) che vede la partnership strategica tra il Centro per l’Impiego di Cosenza e la Casa Rifugio “Goccia di Rugiada”, uniti per trasformare il riscatto delle donne vittime di violenza in una concreta autonomia personale, lavorativa e abitativa.
Ad aprire il dibattito è stata Cesira Mayerà, coordinatrice del progetto: «La Casa Rifugio Goccia di Rugiada, gestita dalle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo offre supporto costante alle donne nel difficile percorso di uscita dalla violenza. Tuttavia, esiste un momento di grande fragilità quando si lasciano quelle mura: è lì che inizia la vera sfida. “Io scelgo me” nasce proprio per questo: per garantire una fuoriuscita dignitosa attraverso una rete tra pubblico e privato che costruisca i presupposti per la loro totale indipendenza».
Un impegno condiviso dall’assessore al Welfare del Comune di Cosenza, Veronica Buffone: «Ogni donna deve poter scegliere se stessa, ma spesso mancano i mezzi per farlo, soprattutto dopo aver subito violenza. Questo progetto durerà quattro anni: un tempo necessario per generare un impatto vero sul territorio e permettere a queste donne di testimoniare la propria libertà».
Sono sei le donne coinvolte, una scelta mirata a creare un modello concreto e su misura.
Un ruolo strategico sarà svolto dal Centro per l’Impiego di Cosenza; il responsabile Giovanni Cuconato e Sonia Brindisi, referente per le politiche attive, ne hanno illustrato i dettagli tecnici: «Trasformeremo la volontà di riscatto in dignità professionale. Partiremo dall’orientamento e dal bilancio delle competenze necessarie per il mercato del lavoro – ossia l’alfabetizzazione digitale e la lingua italiana nel caso di le donne migranti – fino all’inserimento in azienda con tirocini retribuiti. L’obiettivo è trasformare le vittime in lavoratrici consapevoli, affinché ogni donna possa affermare: “Io ho scelto me e ci sono riuscita”».
Altro partner formativo è Iris Servizi e Formazione.
La fase cruciale è il tirocinio di 12 mesi, con indennità di 500 euro mensili presso realtà come Calabria Food. Per quanto riguarda l’autonomia abitativa, in collaborazione con Gallo Case, si punta sul Cohousing: «In struttura le donne imparano a farsi forza – spiega ancora Mayerà – e il cohousing permetterà loro di continuare a sostenersi mentre imparano a vivere in autonomia». Previsti anche voucher per beni essenziali con partner come Supermercato Etè e Farmacia Caruso.
Attenzione rivolta anche ai figli minori, vittime dirette della violenza domestica. Massimo Ciglio, dirigente dell’istituto comprensivo “Spirito Santo”, ha garantito aule e spazi laboratoriali: «Vogliamo scardinare la cultura della sopraffazione, del dominio. Nella nostra scuola il motto è “collaborare, non competere”».
Ancora, il Comune di Cosenza e la Consulta Intercultura offriranno supporto burocratico con uno sportello dedicato. Partner dell’iniziativa anche il Caf Patronato Sinalp, mentre psicologi e assistenti sociali monitoreranno l’intero percorso.
In chiusura, Mayerà ha ribadito: «“Io scelgo me” è un modello replicabile. Uscire dalla violenza è il primo passo, ma restarne fuori è la vera sfida».

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