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Ex LSU-LPU allontanati dal vertice di Forza Italia, USB: «Questa sarebbe la libertà di manifestare?»

La Questura vieta il presidio davanti al Palasport per l’arrivo di Tajani e Zangrillo. Il sindacato USB attacca: «Negata la libertà di manifestare, ma noi ci saremo».

Questa mattina ci sono state comunicate dalla Questura di Catanzaro le prescrizioni relative al presidio dei lavoratori ex LSU-LPU convocato per domani in occasione del congresso regionale di Forza Italia alla presenza del vicepremier Antonio Tajani, del Ministro Paolo Zangrillo e dell’on. Francesco Cannizzaro.

Adducendo esigenze di ordine pubblico e sicurezza, ai lavoratori è stato imposto di svolgere il presidio non davanti al nuovo Palasport di Lamezia Terme, luogo naturale dell’iniziativa, ma nell’area dell’isola pedonale di Corso Giovanni Nicotera, a circa otto chilometri di distanza. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

Ci viene difficile credere che il problema sia realmente l’ordine pubblico, soprattutto considerando che nelle stesse previsioni numeriche comunicate formalmente alla Questura si parlava della presenza di poche decine di lavoratori, una iniziativa dal valore prima di tutto simbolico e testimoniale, ben lontana da qualunque scenario che potesse giustificare un allontanamento di otto chilometri dal luogo della manifestazione.

A rendere ancora più incomprensibile questa decisione vi è il fatto che il Questore non abbia ritenuto nemmeno opportuno convocare preventivamente la nostra organizzazione sindacale per ascoltarne le ragioni e verificare la possibilità di una soluzione condivisa. Una scelta che, a nostro avviso, conferma quanto sarebbe stato difficile sostenere nel merito, in un confronto diretto, le dichiarate ragioni di ordine pubblico poste alla base di un provvedimento tanto sproporzionato.

A questo punto appare sempre più evidente la volontà di rendere invisibile una vertenza scomoda, di allontanare dalla passerella mediatica del congresso uomini e donne che da tantissimi anni mandano avanti Comuni ed enti pubblici e che domani avrebbero voluto chiedere, semplicemente, il rispetto di impegni pubblicamente assunti.

Evidentemente, nella Calabria patinata dei reel istituzionali, della propaganda permanente e dei comizi elettorali, la presenza di lavoratrici, lavoratori e pensionati con stipendi insufficienti e pensioni da fame rischia di disturbare la narrazione.

È questo il punto politico: pensare che dei calabresi possano presentarsi nel giorno della loro festa politica per chiedere il rispetto della parola data è, quindi, uno scenario che qualcuno ritiene inaccettabile.

E se ci si oppone, il messaggio è chiaro: arrivano prescrizioni, divieti, identificazioni, verbali e potenzialmente sanzioni economiche. Così si prova a colpire economicamente proprio chi già oggi fatica ad arrivare alla fine del mese a causa di decenni di scelte sbagliate compiute dai governi nazionali e regionali che si sono succeduti, compresi quelli attualmente in carica.

Questa è l’idea di libertà di manifestazione e di partecipazione che resta oggi ai lavoratori, dentro il clima politico prodotto dai cosiddetti decreti sicurezza.

Ma noi non abbiamo alcuna intenzione di arretrare.

Domani, domenica 17 maggio alle ore 9.30, saremo comunque presenti nell’area di Corso Giovanni Nicotera, nel luogo che ci è stato imposto, trasformando quel presidio in una assemblea pubblica dei lavoratori ex LSU-LPU, per decidere insieme i prossimi passi della mobilitazione.

Invitiamo la stampa, gli organi di informazione, le realtà sociali e democratiche del territorio a essere presenti e a non lasciare passare sotto silenzio questa pagina che riteniamo grave per la democrazia e per il diritto di manifestare.

Rivolgiamo infine un ultimo appello al Ministro Paolo Zangrillo: dopo aver assunto, ormai più di nove mesi fa, l’impegno ad aprire un tavolo nazionale mai convocato, abbia almeno il rispetto istituzionale di ricevere domani una delegazione dei lavoratori ex LSU-LPU.

Perché la dignità dei lavoratori non si può spostare di otto chilometri.

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