Tra graffiti sentimentali e marciapiedi trasformati in Google Maps, Alessandro Porco lancia un appello ai giovani della città: «Usate WhatsApp, ridipingere il paese costa»
L’amore, si sa, può spingere a compiere gesti folli e impulsivi. Ma quando i tormenti del cuore si trasformano in bombolette spray e vandalismo urbano, anche la pazienza delle istituzioni rischia di vacillare. È quanto accaduto ad Aprigliano, dove una recente “ondata di creatività” notturna ha spinto il sindaco, Alessandro Porco, a intervenire pubblicamente con un post social che mescola ironia, amarezza e un pizzico di storia locale.
I fatti descritti dal primo cittadino vedono come protagonisti ignoti innamorati – o forse cuori infranti – che hanno deciso di utilizzare gli spazi pubblici come un diario segreto a cielo aperto. Da una parte, un muro trasformato nel ricettacolo di un “profondo travaglio interiore”; dall’altra, un marciapiede reinventato come una vera e propria schermata di Google Maps, con tanto di frecce e indicazioni stradali per orientare (forse) la persona amata.
Il richiamo alla tradizione: da Donnu Pantu allo spray
Il sindaco Porco non ha voluto indagare sulle dinamiche sentimentali degli autori, ma ha colto l’occasione per fare un importante richiamo culturale, ricordando le radici poetiche del territorio:
«Siamo il paese di Donnu Pantu, dove la creatività si esprimeva con la poesia. Capisco l’amore, le delusioni e i turbamenti dell’anima, ma tra una poesia e una scritta su un muro c’è una differenza che dovrebbe essere abbastanza evidente.»
Il riferimento è al celebre poeta satirico apriglianese del Settecento, Domenico Pantu, noto per la sua arguzia e la padronanza della parola. Un invito, insomma, a ritrovare l’eleganza della scrittura anziché cedere alla foga del vandalismo.
«L’amore passa, le scritte restano»
L’appello finale del primo cittadino si rivolge direttamente ai “poeti maledetti” e agli “artisti improvvisati” del borgo, con un consiglio tanto pratico quanto disarmante per evitare che i costi di pulizia ricadano sull’intera comunità:
Esprimersi senza imbrattare: Scrivere lettere, comporre canzoni o mandare messaggi privati.
Preservare il decoro: Evitare che la fine di una storia d’amore si traduca nella necessità di ridipingere le pareti del paese.
«Perché alla fine l’amore passa, i turbamenti dell’anima si superano e i litigi si dimenticano. Le scritte sui muri, invece, restano.»
Per il futuro, la ricetta del sindaco per curare le pene d’amore è decisamente più tecnologica ed economica: un post scriptum consiglia l’uso di WhatsApp, che “funziona meglio, costa meno e non costringe il Comune a ridipingere il paese”. La cittadinanza è avvisata: i sentimenti sono liberi, ma i muri pubblici no.


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