Il vicesegretario dei Giovani DM sollecita il completamento della rete: «Migliaia di fuori sede penalizzati da viaggi infiniti e ritardi».
L’alta velocità non rappresenta soltanto un’infrastruttura strategica, ma una sfida che riguarda il futuro della Calabria e delle nuove generazioni. È questa la riflessione lanciata da Nicola Gagliardi, vicesegretario federale dei Giovani DM, che richiama l’attenzione sul divario infrastrutturale che continua a penalizzare migliaia di studenti e lavoratori calabresi costretti a vivere lontano dalla propria terra.
Ogni settimana sono migliaia i giovani che dalle università e dai luoghi di lavoro del Centro e del Nord Italia affrontano viaggi lunghi e complessi per rientrare in Calabria. Percorsi segnati da coincidenze, ritardi e tempi di percorrenza ancora troppo elevati rispetto al resto del Paese, dove l’alta velocità garantisce collegamenti rapidi e continui.
«L’alta velocità non è un lusso, ma un diritto. Un giovane calabrese non può impiegare un’intera giornata per tornare a casa mentre, in altre parti d’Italia, gli stessi spostamenti richiedono poche ore. Non chiediamo privilegi, ma pari opportunità e pari dignità rispetto a tutti gli altri cittadini», afferma Gagliardi.
Secondo il dirigente dei Giovani DM, il completamento dell’alta velocità lungo tutta la regione rappresenta una scelta strategica non solo per la mobilità, ma anche per lo sviluppo economico e sociale della Calabria. In quest’ottica assumono un ruolo centrale opere come il nuovo collegamento della Galleria Santomarco e il raddoppio della linea tra Paola e Cosenza, considerate fondamentali per estendere concretamente i benefici dell’alta velocità verso il cuore della regione.
«Parliamo di investimenti che significano sviluppo, turismo, competitività e nuove opportunità di lavoro. Il vero problema della Calabria non è soltanto che tanti giovani partono, ma che troppo spesso tornare diventa difficile. Per questo la politica deve avere il coraggio di programmare e realizzare opere capaci di cambiare davvero il destino del nostro territorio.»
Gagliardi invita infine a superare divisioni e campanilismi che negli anni hanno rallentato la crescita della regione.
«Possiamo confrontarci sulle soluzioni migliori e discutere delle fermate, ma prima ancora dobbiamo fare in modo che quel treno arrivi davvero. L’alta velocità appartiene a tutti i calabresi, non a una città o a una parte politica. La mia generazione chiede semplicemente di non partire con uno svantaggio rispetto al resto d’Italia. Perché l’alta velocità significa, prima di tutto, sentirsi finalmente parte dello stesso Paese.»

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