I dati Istat presentati alla Camera confermano il crollo record nell’ultimo trentennio dopo la chiusura di 18 ospedali nel 2010.
La Calabria, a seguito della chiusura di 18 ospedali nel 2010, è la regione con il calo maggiore di posti letto in sanità negli ultimi trent’anni, con una percentuale di -61,2%. “I dati diffusi in audizione alla Camera dalla Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare dell’Istat sono preoccupanti, ma purtroppo non ci sorprendono”, spiega Giancarlo Greco, Presidente di UNIMPRESA Sanità.
“Il taglio dei posti letto in Calabria nell’ultimo trentennio, tra sanità pubblica e sanità pubblica convenzionata, è una delle cause principali della migrazione sanitaria. Scelte scellerate hanno portato a tagli indiscriminati solo per la ricerca dell’equilibrio di bilancio dopo gli scempi fatti dalla politica. Peraltro, non solo i posti letto sono in costante diminuzione, ma molti di quelli presenti sulla carta nella rete ospedaliera, in realtà, non sono mai stati attivati”.
“I commissari che si sono succeduti, tra cui lo smemorato generale Cotticelli, hanno finito con indebolire anno dopo anno la sanità regionale, con la conseguenza che i calabresi, per curarsi, sempre più spesso sono costretti a spostarsi nelle altre regioni. Un disastro a cui bisogna porre rimedio prima possibile”, conclude Greco.
UNIMPRESA Sanità
Avv. Greco Giancarlo
Presidente Nazionale e Regionale

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