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Francesco De Luca

Pd Cosenza, nasce Cantiere Democratico: «Al fianco del commissario per ricostruire il partito»

Presentato il laboratorio politico nato dal sostegno alla candidatura di Francesco De Luca alla segreteria provinciale. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla ricostruzione del partito e sostenere il lavoro del commissario Claudio Stefanazzi, superando le divisioni degli ultimi mesi

DI ELVIRA SANGINETO

A sinistra, si sa, le divisioni non sono mai mancate. Non sempre nascono dalle idee. Spesso nascono soprattutto dalla difficoltà di fare un passo di lato quando invece la politica e il bene del partito richiederebbero di farne uno in avanti, insieme. Il Partito Democratico cosentino, negli ultimi mesi, non ha fatto eccezione. Ma proprio da una stagione segnata da contrapposizioni, tentativi di mediazione e infine dal commissariamento della Federazione provinciale, prende forma un’esperienza che prova a cambiare il verso del racconto.

Si chiama Cantiere Democratico per la Calabria, il laboratorio politico presentato ieri al Caffè Telesio di Cosenza, alla presenza di numerosi amministratori, dirigenti, militanti e simpatizzanti. Un progetto che nasce dall’esperienza maturata attorno alla candidatura di Francesco De Luca alla segreteria provinciale del Pd di Cosenza, ma che oggi guarda oltre quella vicenda, con l’intenzione di trasformare una rete di consenso in uno spazio stabile di partecipazione ed elaborazione politica.

Per comprendere il significato dell’iniziativa occorre tornare, sia pur brevemente, ai mesi scorsi. Dopo le dimissioni di Matteo Lettieri, attorno a Francesco De Luca si era consolidata una maggioranza chiara che sembrava poter condurre all’individuazione di una nuova guida, ma che si è arrestata davanti alla difficoltà di raggiungere una sintesi più ampia tra le diverse componenti. Neppure i successivi tentativi di mediazione, con la disponibilità a ragionare su soluzioni alternative, hanno consentito di superare lo stallo. La decisione dei vertici nazionali di procedere al commissariamento della Federazione del Partito Democratico di Cosenza, ha così aperto una fase diversa, affidata alla guida dell’On. Claudio Stefanazzi.

La prospettiva è nuova e nobile soprattutto: non disperdere quanto costruito, ma trasformarlo in un’esperienza che possa contribuire alla ricostruzione del partito. Nessun rancore su ciò che avrebbe potuto essere, dunque, ma una scommessa su ciò che può ancora essere costruito.

«All’indomani del commissariamento della Federazione, pur avendo i numeri per guidarla, il rischio era far sfumare un patrimonio di entusiasmo. Abbiamo scelto di trasformare quell’ostacolo in forza propulsiva», spiega De Luca, prendendo le distanze dall’immagine di un partito perennemente diviso.

«Riteniamo che all’interno della Federazione – continua – ci siano competenze e figure autorevoli che non hanno ancora avuto la possibilità di emergere pienamente, anche a causa di dinamiche interne che troppo spesso hanno limitato il rinnovamento. La provincia di Cosenza esprime dirigenti di qualità, che altrove avrebbero probabilmente trovato maggiore centralità. Noi vogliamo contribuire alla costruzione di un partito aperto, libero e attrattivo anche per quanti si riconoscono nei valori del centrosinistra ma oggi faticano a ritrovarsi nelle sue dinamiche. Vogliamo essere “operai” del Partito Democratico, lavorando al fianco del commissario Stefanazzi. Il nostro non è un contropartito, ma un contributo d’idee messo a disposizione della ricostruzione».

Emblematica la scelta del nome: un cantiere dove si lavora per costruire prospettive comuni, non un salotto dove si rivendicano rendite di posizione.

Già oltre cento adesioni e una presenza in circa settanta comuni della provincia di Cosenza, con il coinvolgimento di amministratori locali, consiglieri, assessori, segretari di circolo e militanti. Una rete che, nelle intenzioni del laboratorio, potrà rappresentare un punto di raccordo tra le diverse realtà territoriali e il percorso di rilancio del Partito Democratico, anche e sopratutto attraverso l’ascolto delle comunità, la valorizzazione delle competenze e l’organizzazione di riunioni territoriali.

La vicenda degli ultimi mesi resta sullo sfondo, con le sue incomprensioni e le occasioni mancate. Ma il messaggio che arriva dalla presentazione del laboratorio è quello di non lasciare che siano ancora quelle vicende a determinare il futuro della Federazione.

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