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Francesco Nolè

Cosenza, lettera aperta del nuovo vescovo Francesco Nolè

Francesco Nolè a poche settimane dal suo insediamento al posto di monsignor Nunnari, il nuovo vescovo della diocesi di Cosenza-Bisignano scrive ai suoi futuri parrocchiani

Francesco NolèAncora prima di insediarsi nel suo incarico, il nuovo vescovo della diocesi di Cosenza-Bisignano, monsignor Francesco Nolè che sostituirà monsignor Salvatore Nunnari, ha voluto salutare i suoi parrocchiani con una lunga lettera ai cosentini.
Entrerà in carica a luglio con una cerimonia solenne, ma intanto monsignor Nolè saluta tutti con le parole di San Francesco d’Assisi, “Il Signore vi dia pace!” e parla della sua personale attesa: “Con animo trepidante ed emozionato, ma sereno e fiducioso, per la grande responsabilità che il Santo Padre Francesco ha affidato alla mia povera persona, confesso davanti a voi la mia fede, la mia speranza, il mio amore a Dio Trinità, al quale va ogni onore, lode e benedizione. Invoco sulla mia persona e sul nuovo Ministero Pastorale, la materna protezione di Maria Vergine Immacolata, Regina e Madre della mia vita, della Chiesa e della bella Diocesi di Cosenza – Bisignano che la venera con il titolo di Santa Maria del Pilerio. Prego i Santi nostri Protettori, Francesco di Paola, Umile da Bisignano, Nicola da Longobardo, Angelo d’Acri ed Elena Aiello, perché siano sempre presenti e vicini a me e a voi tutti”.
Un ibcarico che monsignor Nolè vive con trepidazione: “Sono veramente felice: lascio una terra di Santi e ritrovo una terra ugualmente segnata dalla santità! Saluto e abbraccio, con fraterna amicizia, Mons. Salvatore Nunnari, mio amato e stimato predecessore, che ha guidato la Diocesi con amore, passione e dedizione pastorale. Un saluto caro a Mons. Serafino Sprovieri che risiede in Diocesi, già conosciuto e stimato Pastore della Chiesa di Benevento. Con altrettanto affetto fraterno abbraccio i Confratelli Vescovi della Metropolia e della Conferenza Episcopale Calabra. Ai fratelli Presbiteri, Diocesani e Religiosi, il mio affetto e la mia preghiera per crescere insieme nella comunione e nella testimonianza di un lavoro pastorale condiviso e partecipato, che diventa esso stesso la prima evangelizzazione per i fedeli a noi affidati”.
E ancora “saluto con particolare attenzione i Diaconi Permanenti e le loro famiglie, testimonianza viva della presenza di Gesù nel mondo. Ai Seminaristi, che sono la gioia del presente e la speranza del futuro della nostra Diocesi, prometto la mia vicinanza assidua, paterna ed orante. Prego il Signore perché tutti i Collaboratori Pastorali della Diocesi e delle Parrocchie, compreso tutto il meritorio mondo del Volontariato, siano cooperatori saggi, prudenti e generosi, coscienti che nella vigna del Signore c’è posto per tutti e per ciascuno, secondo i doni ricevuti dallo Spirito. Un pensiero colmo di affetto e di speranza va agli Ordini secolari, ai Gruppi, alle Associazioni e ai Movimenti ecclesiali, nati soprattutto dopo la primavera conciliare, prezioso dono dello Spirito alla Chiesa missionaria. Un saluto tutto particolare e una benedizione affettuosa alle famiglie, vero tesoro della Chiesa e della società, ma anche soggetto attivo della missione evangelizzatrice della Chiesa. Saluto e benedico tutto il popolo di Dio dei Battezzati e ogni persona di buona volontà e in cerca della verità. Saluto con deferenza e spirito collaborativo tutte le Autorità Politiche, Amministrative, Militari, Forze dell’ordine, Universitarie, Scolastiche, Sanitarie, Sportive e Imprenditoriali, offrendo la mia disponibilità ad educare insieme le coscienze alla legalità, al rispetto della persona e del bene comune. Un abbraccio caloroso e ricco di speranza ai detenuti e al Personale di Custodia, agli ammalati e al Personale Ospedaliero, alle persone sole, anziane, diversamente abili, immigrati… e ad ogni persona che vive o si sente ai margini della società. Un saluto gioviale e affettuoso ai giovani studenti o in cerca di lavoro, impegnati nel sociale, o in attesa di un futuro più dignitoso: la Chiesa vi è vicina e vi sostiene nel preparare con dignità e serietà il vostro futuro”.
Per ora non fa proclami, perché “programmi pastorali, uffici e compiti, progetti e propositi, verranno di conseguenza se, ciascuno al proprio posto, darà il massimo di sé, in tutta umiltà e generosa disponibilità. Infine vi chiedo di pregare per me, perché possa essere sempre un pastore saggio, illuminato, paterno e santo. In attesa di vedere il vostro volto, invoco su tutti la benedizione celeste e la materna vicinanza di Maria”.

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