Solo un mese di sconto rispetto alla prima pena inflitta per Padre Fedele, scendendo a 9 anni e 2 mesi per lui e 6 anni e 2 mesi per il segretario Antonio Gaudio: è questa la richiesta del pg di Catanzaro

Padre Fedele va condannato a 9 anni e 2 mesi di reclusione. È questa la richiesta avanzata dal sostituto procuratore generale Raffaella Sforza davanti alla Corte di Catanzaro nel secondo processo d’appello al noto frate cosentino dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna a 9 anni e 3 mesi per il frate e modificato parzialmente quella a 6 anni e 3 mesi per il suo segretario, Antonio Gaudio.
I due rimangono accusati di violenza sessuale su una suora e il pg ha mantenuto inalterato l’impianto accusatorio, chiedendo semplicemente la riduzione della condanna per entrambi di soli 30 giorni rispetto a quella inflitta in passato. Padre Fedele, al secolo Francesco Bisceglia, non era in aula perché attualmente impegnato in Africa con una missione umanitaria, e nei giorni scorsi ha inviato una lettera a Papa Francesco chiedendo di essere riammesso al suo servizio.
In realtà si dovrà comunque attendere la fine di questo processo che riprenderà in aula il prossimo 18 giugno. Padre Fedele e Antonio Gaudio erano stati condannati in primo grado (con la sentenza emessa il 6 luglio 2011) dal tribunale collegiale di Cosenza e la stessa condanna era stata confermata dalla Corte di appello di Catanzaro il 17 dicembre del 2012. Ma il ricorso della difesa degli imputati alla Corte di cassazione aveva annullato la sentenza di secondo grado e rinviato gli atti nel capoluogo calabrese per un nuovo giudizio. E comunque vada a finire, è una vicenda che si trascina avanti da oltre nove anni.
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