Solo gli esami istologici potranno chiarire se la neonata trovata in una valigia a Montepaone sia nata già morta e quale sia stato il ruolo della madre, un’ucraina di 32 anni

I rilievi eseguiti nei laboratori dell’università di Catanzaro non avrebbero chiarito con certezza le cause del decesso ma anche se la piccola sia nata viva o già morta e quindi ora si spera che le analisi di laboratorio possano dare risposte alla Procura e ai Carabinieri di Soverato, i primi ad intervenire sul posto e che si stanno occupando delle indagini.
La bimba non presentava segni di violenza, come hanno confermato sia la Tac che gli esami successivi. Unica certezza è il fatti che la madre, una donna ucraina di 32 anni sposata e con due figli, abbia deciso di partorire nella casa in cui era in vacanza nascondendo poi la piccola in una valigia dentro ad un armadio. In più alle domande degli inquirenti ha risposto di essere solo al terzo mese di gravidanza mentre gli esami dimostrano come invece fosse già entrata nel nono mese.
Ad aiutare gli inquirenti ci sono anche i Ris di Messina che hanno esaminato la casa di Montepaone dove è stato rinvenuto il corpo e trovare ulteriori elementi utili. Resta anche da capire, come si sospetta, se qualcuno abbia aiutato la donna a partorire, ma la perizia dell’autopsia non arriverà prima di 60 giorni.
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