Cosenza: un nuovo caso di pedofilia punta il mirino su un sacerdote, il quale avrebbe adescato un ragazzino di 12 anni
Ancora un caso di pedofilia all’interno della curia cosentina: un parroco è stato accusato di violenza ai danni di un ragazzo di 12 anni. Questa volta però nonostante le indagini avviate dalle forze dell’ordine nessun sospetto è affiorato dal pc dell’uomo, né immagini pedopornografiche, né file scabrosi. Nonostante ciò non cessano le indagini da parte delle forze dell’ordine, allertate da alcune suore che hanno denunciato il sacerdote.
Figura decisiva infatti ricoprono le suore della casa famiglia nella quale vive il ragazzo coinvolto, presunta parte offesa della vicenda. All’interno dell’istituto nel quale il sacerdote esercitava la propria professione di insegnante di religione sarebbe avvenuto l’episodio: una carezza nelle parti intime che il ragazzo conferma di aver ricevuto dal professore.
Ancora lontana la verità sui fatti e le vicende ma l’episodio ha già sortito effetti negativi sui protagonisti. Il sacerdote, in seguito all’accusa, ha deciso di lasciare il proprio lavoro, scelta avvenuto anche dopo la minaccia di alcuni genitori di voler ritirare i propri figli dall’istituto.
Dopo aver posto sotto sequestro il pc dell’indagato e aver reso noto che le ricerche hanno dato tutte esito negativo, l’unico indizio sarebbe il racconto fornito dal ragazzo coinvolto, che ha deciso di raccontare tutto a un assistente sociale ma questi ultimi avevano ritenuto infondate le accuse, che verranno però portate alla luce dalle suore della casa famiglia.
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