Dal Presidente della Regione ai componenti della Commissione antimafia, Enza Bruno Bossio ed Ernesto Magorno, la dura condanna per l’atto intimidatorio alle autolinee della Locride

Oliverio, che ha espresso la propria vicinanza personale, nonché quella della Regione al titolare Aldo Federico, ha quindi sottolineato di aver già espresso preoccupazione e sdegno al Prefetto di Reggio Calabria “di fronte all’ennesimo sfregio” causato dalla ‘ndrangheta ha causato a Locri, “che a causa di una sparuta minoranza vive una condizione inaccettabile per la Calabria”.
“Conosco bene i cittadini della Locride, sono convinto che risponderanno con determinazione all’arroganza mafiosa. È giunto il momento che le Istituzioni tutte producano uno sforzo straordinario per liberare questa meravigliosa terra. Sono certo che la Magistratura e le Forze dell’Ordine sapranno consegnare alla giustizia gli autori dell’attentato. La Regione farà la sua parte”.
Come Oliverio, però, anche altri importanti esponenti della politica hanno fatto sentire la loro voce.
Un duro no al ricatto mafioso arriva dai componenti della Commissione antimafia Enza Bruno Bossio ed Ernesto Magorno, che non mancano di sottolineare come “La circostanza che la ditta Federico sia stata oggetto, anche nel recente passato, di atti simili, conferma la presenza pervasiva della criminalità organizzata in quel territorio e la sua arrogante volontà di imporre il proprio prepotente dominio” ricordando inoltre che “solo nelle ultime settimane, infatti, in diversi comuni si è verificata una vera e propria escalation di pesanti atti intimidatori tanto che possiamo parlare di una vera e propria emergenza”.
La Commissione antimafia, per altro, programmerà nei prossimi giorni, d’intesa con la Presidente Rosy Bindi, una visita ispettiva con il fine proprio di fare il punto su quanto sta accadendo nella Locride e assumere le iniziative necessarie insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine e della magistratura, alla Regione Calabria e agli amministratori locali.
Preoccupazione e allarme sono condivisi anche dal presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto: “L’incendio alle autolinee Federico è uno degli atti più eclatanti compiuti negli ultimi mesi in questo comprensorio della provincia di Reggio, dove la criminalità organizzata è tornata a far sentire pesantemente la sua presenza”.“Questa escalation è inquietante e ormai insostenibile” continua. “Dietro ogni episodio riteniamo si celi una ben precisa logica – prosegue Irto – ma la sensazione complessiva percepita dai cittadini è quella di una profonda insicurezza e di uno stato di costante emergenza. L’elevato numero di incendi dolosi, avvenuti contro patrimoni pubblici e beni privati sulla fascia ionica reggina, sta generando allarme sociale e impone un rafforzamento della presenza dello Stato: lo abbiamo chiesto e ribadito al presidente Mattarella. È fondamentale che i cittadini, le vittime di questi episodi e non solo, collaborino con le forze dell’ordine e con la magistratura, come già richiesto dal procuratore capo di Reggio, Federico Cafiero de Raho. Il contributo attivo della nostra comunità nella lotta alla criminalità – conclude il presidente del Consiglio regionale – è precondizione per il celere e pieno successo nelle indagini, che noi vivamente auspichiamo”.
Vai al contenuto




