Addio al leader storico dei Radicali, ferreo difensore dei diritti civili, che ha saputo cambiare moltissimo in Italia pur rimanendo sempre in minoranza
Alla fine si è arreso… Anni di scioperi, lotte, digiuni, sigarette, incontri, liti, arresti, potere e opposizione, amicizie, nemici, vita e morte, legalità e illegalità … tanti sono gli argomenti associabili al grande Marco Pannella e per ognuno di essi ci sarebbe tantissimo da scrivere.

Lo ammiravo profondamente… mi viene difficile anche parlarne con ironia perché era un grande politico vissuto nel periodo in cui la politica era in mano a personaggi ben più visibili di lui in termine di potere. C’erano Craxi, Andreotti, Spadolini, Cossiga e fuori dal Palazzo c’era lui in prima linea a combattere una volta per il divorzio , una volta per l’aborto… insomma temi che in una Italia Papista non è che si affrontano a cuor leggero.
Eppure le sue lotte le ha vinte tutte o quasi… negli ultimi anni avrebbe meritato palcoscenici migliori per quello che ha dato all’Italia e per quel poco che ha ricevuto dagli Italiani. Si spendono crociate per nominare ministri a vita gente che con la politica italiana non c’entra nulla e si lascia fuori dalla porta gente come Pannella.

Ogni volta che ha superato quelle porte lo ha fatto col sudore delle sue lotte , dei suoi digiuni, perché in fondo Pannella era anche capriccioso nelle sue richieste ” O mi state a sentire o mi faccio morire di fame e di sete”… Molte volte hanno dovuto trascinarlo via da quelle stanze passando da quelle porte che aveva fatto profanare anche da una pornostar… Epica la stagione del “partito dell’amore” dove anche gente come Ilona Staller ebbe la sua dose di visibilità. Marco era spregiudicato, incazzoso ma educato e riservato allo stesso modo… Guardava la Bonino e ne era fiero di averla fatta arrivare fino alla commissione Europea nei periodi in cui era alleato con Berlusconi… in quella alleanza c’era anche Vittorio Sgarbi e Giuliano Ferrara gente che non le mandava a dire..
Ho impresso quell’immagine del suo incontro col Dalai Lama…lui che ha combattuto la pena di morte e che lottava affinchè anche un dittatore come Saddam Hussein avesse un giusto processo. Combatteva la fame nel mondo e col digiuno cercava di convogliare un bagliore di luce verso quelle tematiche tanto a cuore di tanti politici ma in realtà messi sempre da parte…

In Calabria venne qualche anno fa in visita alle carceri di Reggio Calabria perché il suo animus contemplava che “chi sbaglia deve pagare ma la dignità umana va sempre preservata”. A proposito di carceri, fu uno dei pochi che non abbandonò mai Enzo Tortora il quale scarcerato dopo aver scontato in parte una pena frutto di un macroscopico errore giudiziario , entro nelle file dei Radicali…
I Radicali sono una creatura di Marco e attorno al partito, negli anni migliori, giravano tutte le iniziative sociali per le quali verrà per sempre ricordato. Non è stato sempre facile però e il suo volto lasciava trasparire le fatiche di tutti questi anni: sin da subito come quando venne arrestato a Sofia per avere protestato contro l’invasione Cecoslovacca, o quando conobbe il dramma della morte della studentessa Giorgiana Masi , o la vicinanza con l’associazione Luca Coscioni. Proprio con Luca Coscioni e Piergiorgio Welby si inizia a parlare di tematiche come sclerosi multipla, eutanasia… ci si interroga su quanto sia lecito continuare a vivere quando si oltrepassa una determinata soglia.
Ora ti immagino in un posto tranquillo con la tua lunga chioma bianca a fumare le tue sigarette… oppure ti immagino dietro a un banchetto a distribuire marijuana gratuitamente a chi come te ha lasciato questa vita terrena…
Immagino te lassù a battagliare come hai sempre fatto e magari davanti a un’entità Superiore che per qualcuno si chiama Dio, per altri in un altro modo e che cerchi di cambiare qualcosa che non ti aggrada…
Oggi in molti ti piangono… una volta dicesti che bisognava porre fine alla povertà in Calabria… io dico che tutta l’Italia da oggi è un po’ più povera di valori.

Al sottoscritto mancheranno quelle notti in cui non potendo prendere sonno , accendevo la radio, cuffie e mi sintonizzavo su Radio Radicale, accendevo una sigaretta e riascoltavo pezzi di tribune politiche degli anni passati dove l’attore protagonista era il grande capriccioso Marco Pannella.
“Io non credo nelle ideologie, non credevo nelle ideologie codificate e affidate ai volumi rilegati e alle biblioteche e agli archivi. Non credo nelle ideologie chiuse, da scartare e usare come un pacco che si ritira nell’ufficio postale. L’ideologia te la fai tu, con quello che ti capita, anche a caso. Io posso essermela fatta anche sul catechismo che mi facevano imparare a scuola, e che per forza di cose poneva dei problemi, per forza di cose io ero portato a contestare”. (da un’intervista a Playboy del 1° gennaio 1975)
“A Pannella dobbiamo veramente due cose, malgrado le sue mattane. Effettivamente riuscì a impedire a una certa aliquota di giovani di finire in braccio al terrorismo, cioè gli dette un’altra bandiera. E alcune battaglie sue furono sacrosante, come quella del divorzio che appoggiammo. Poi verso Pannella io ho una certa simpatia, dovuta al mio vecchio fondo anarchico, libertario, che ritrovo in lui. È una simpatia genetica. Ritrovo in lui quello che io sono stato a vent’anni. (Indro Montanelli)
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