Quattro impianti di depurazione, posti nel centro abitato di Domanico, spandevano liquami fognari sul suolo; sequestrati dalle forze dell’ordine
Ancora danni ambientali di notevole gravità nel cosentino: questa volta nel mirino delle forze dell’ordine ben quattro depuratori comunali posti nel centro abitato di Domanico e delle sue contrade.

I depuratori, in stato di totale abbandono e degrado, spandevano liquami fognari sul suolo e all’interno degli stessi sono stati rinvenuti fanghi di depurazione mai smaltiti.
Questo è il quadro emerso in seguito alle indagini del Corpo Forestale dello Stato, condotte dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale e dal Comando Stazione di Longobardi, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cosenza. Nella giornata di mercoledì i quattro depuratori sono stati posti sotto sequestro ed è partita la denuncia a piede libero per due persone in qualità di amministratori e tecnici comunali.
I reati sono: gestione illecita di rifiuti, scarico di acque reflue sul suolo, danneggiamento e deturpamento di bellezze naturali. Sono in corso, inoltre, ulteriori accertamenti di natura tecnica che determineranno l’entità e la tipologia di inquinamento.
Non è il primo episodio di scarico illecito e deturpamento del paesaggio nel cosentino, le indagini infatti si incastrano in un più ampio quadro d’azione e a tal proposito il Procuratore Capo Dott. Mario Spagnuolo sostiene “che l’ambiente naturale e la salute del cittadino sono beni primari verso i quali l’azione di tutela della Procura della Repubblica di Cosenza e delle Forze dell’ordine continuerà vigile e con rafforzato vigore”.
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