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Le Rivoltelle in Calabria: “sono lesbiche, il concerto non s’ha da fare!”

Ingaggiate per esibirsi durante una festa patronale, la band de Le Rivoltelle, si è ritrovata una porta chiusa in faccia perché considerate “immorali”

Le RivoltelleHa dell’incredibile l’episodio esauritosi in Calabria nei giorni scorsi, all’indomani dalla parata dell’orgoglio gay. Protagoniste il gruppo de Le Rivoltelle, band al femminile che da undici anni a questa parte ha guadagnato un elevato numero di seguaci calcando palchi regionali e nazionali.

Il casus belli è stato il drastico cambio di programma di una delle organizzatrici per quanto concerne la festa patronale in una, probabilmente, frazione di Rossano.

Elena, voce e violinista della band, ha infatti scritto sulla propria pagina: “E quando tutto sembrava superato ed il pensiero moderno sembrava essersi emancipato da arcaici pregiudizi di genere… quando le coscienze sembrava si fossero aperte ad accogliere l’altro da sé e ad accettare anche se timidamente il diverso… quando l’interesse verso i gusti e i desideri sessuali del singolo sembravano non essere più motivo di discriminazione.. arriva lei.
Lei che decide ‘questo concerto non s’ha da fare perché’ e cito quasi testualmente: le Rivoltelle sono lesbiche e questa è una festa religiosa e quindi potrebbero offendere la morale cattolica di ogni singolo cristiano facente parte di questa comunità”.

Immediato il rimbalzo mediatico che ha sommerso la band de Le Rivoltelle di commenti positivi e di sostegno da parte dei fan. Il luogo nel quale si sarebbe dovuto tenere il concerto è celato, si tratta probabilmente di una frazione di Rossano. A lasciarlo intendere è proprio Elena che nel suo sfogo pubblico aggiunge: “Cara Signora, e mi rivolgo a Maria Antonietta di Rossano Calabro sperando che queste parole arrivino anche a chi ha lo stesso pensiero della gentile signora in questione: fino a quando la Calabria sarà abitata da persone come lei sarà ancora più forte e feroce e stimolante la nostra rivoluzione. Quindi grazie!”

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