Ingaggiate per esibirsi durante una festa patronale, la band de Le Rivoltelle, si è ritrovata una porta chiusa in faccia perché considerate “immorali”

Il casus belli è stato il drastico cambio di programma di una delle organizzatrici per quanto concerne la festa patronale in una, probabilmente, frazione di Rossano.
Elena, voce e violinista della band, ha infatti scritto sulla propria pagina: “E quando tutto sembrava superato ed il pensiero moderno sembrava essersi emancipato da arcaici pregiudizi di genere… quando le coscienze sembrava si fossero aperte ad accogliere l’altro da sé e ad accettare anche se timidamente il diverso… quando l’interesse verso i gusti e i desideri sessuali del singolo sembravano non essere più motivo di discriminazione.. arriva lei.
Lei che decide ‘questo concerto non s’ha da fare perché’ e cito quasi testualmente: le Rivoltelle sono lesbiche e questa è una festa religiosa e quindi potrebbero offendere la morale cattolica di ogni singolo cristiano facente parte di questa comunità”.
Immediato il rimbalzo mediatico che ha sommerso la band de Le Rivoltelle di commenti positivi e di sostegno da parte dei fan. Il luogo nel quale si sarebbe dovuto tenere il concerto è celato, si tratta probabilmente di una frazione di Rossano. A lasciarlo intendere è proprio Elena che nel suo sfogo pubblico aggiunge: “Cara Signora, e mi rivolgo a Maria Antonietta di Rossano Calabro sperando che queste parole arrivino anche a chi ha lo stesso pensiero della gentile signora in questione: fino a quando la Calabria sarà abitata da persone come lei sarà ancora più forte e feroce e stimolante la nostra rivoluzione. Quindi grazie!”
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