In seguito al consiglio regionale calabrese si è deciso di investire soldi pubblici, per un totale di circa 6 milioni, in sagre, mercatini e rievocazioni storiche. L’interrogativo che attanaglia i più è perché la Regione non investa nella cultura

La cultura regionale infatti affronta una parabola decrescente che meriterebbe più attenzione. La Regione però è ben decisa a valorizzare i sapori e le tradizioni locali, dunque 5 milioni e 840 mila euro saranno destinati a 76 eventi, tra i quali: sagre, tarantelle, mercatini, rievocazioni storiche, concorsi canori e cinematografici per dilettanti e altre nuove proposte.
Melanzana, zeppola, pane di grano alla ‘nduja tutto è stato minuziosamente inserito in un fitto calendario di eventi mentre restano in un angolo le problematiche relative ai musei chiusi, ai reperti archeologici trafugati e a tutto quel che riguarda l’arte e la cultura. Tra gli eventi figura anche la festa dello stocco di Cittanova, organizzata in collaborazione con l’ormai rinomata azienda ittica di proprietà di Francesco D’Agostino – il vice presidente del consiglio regionale calabrese “autosospeso” a causa di una presunta collusione con la ‘ndrangheta.
Sarebbe interessante conoscere la posizione del nuovo assessore cosentino Vittorio Sgarbi, i cui intenti, una volta ottenuta la nomina dal sindaco Mario Occhiuto, si sono rivolti all’arte e alla cultura regionale e in particolare ai Bronzi di Riace.
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