Ha creato scalpore il video di Andrea Diprè inserito su YouTube, nel quale una bimba di appena nove anni interpreta una canzone intrisa di parolacce; sulla questione è intervenuto il Garante per l’Infanzia Antonio Marziale
Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della regione Calabria, dopo aver visualizzato su YouTube un video in cui una bambina è indotta a interpretare una canzone intrisa di parolacce, decide di presentare l’episodio alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Reggio Calabria, al Corecom Calabria, all’Agcom e allo stesso Garante Pagani.
“La mia denuncia del video in cui appare una bambina di 9 anni – ha dichiarato Marziale – stimolata a bestemmiare ripetutamente e ad interpretare una canzone intrisa di parolacce, prodotto e messo in Rete su YouTube da tal Andrea Diprè, sedicente critico d’arte, avvocato, giornalista radiato dall’Ordine e pornografo, ha generato una prima risposta: quella del suo omologo lombardo, Massimo Pagani”.
E proprio Massimo Pagani è intervenuto nell’ambiente bresciano, luogo di appartenenza della bambina in questione. “Quest’ultimo (Pagani, ndr) ha a sua volta provveduto ad interessare la sezione di Polposta di Brescia, territorio cui appartiene la malcapitata bambina, le locali Procure – ordinaria e per i minorenni -, il Corecom Lombardia e ancora l’Agcom, chiedendo loro: “Di verificare se, nel caso sopra citato, vi siano state trasgressioni alle norme in materia di tutela dei minori da parte della mamma dei parenti e del conduttore”.
“Con il collega Pagani – continua Marziale – abbiamo messo in moto una task force di istituzioni chiamata a verificare sul campo se i diritti dei minori abbiano davvero consistenza in questo Paese. Le leggi a tutela dei minori dalle nefandezze mediatiche esistono, anzi l’Italia è uno dei Paesi maggiormente attrezzati, ma sempre più spesso vengono eluse e non si capisce se per inefficacia dei testi o per lassismo. Questa è un’occasione utile per richiamare tutti al rispetto dovuto ad ogni bambino sulla faccia della terra. Gli elementi non mancano, perché qui oltre alla responsabilità di Youtube nel pubblicare e mantenere in Rete un simile oltraggio alla dignità di quella piccolina e di quanti suoi coetanei si imbattano nel filmato, vi sono anche elementi di conclamata irresponsabilità genitoriale. Non è accettabile che un Diprè qualsiasi giochi sull’innocenza per propagandare le proprie schifezze. Noi Garanti – conclude Marziale – la nostra parte l’abbiamo fatta, adesso tocca alla Polposta, alla Magistratura, al Corecom e all’Agcom completare il percorso. Spesso ci viene richiesta ‘massima collaborazione’; proprio quella che io e Pagani oggi rivendichiamo”.
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