Banner Conad
Tormentoni dell'estate, da "Sapore di sale" a "Andiamo a comandare"!

Tormentoni dell’estate, da “Sapore di sale” a “Andiamo a comandare”!

Una volta era “Un disco per l’estate”, poi vi fu l’epoca salvettiana e il suo “Festivalbar” e da qualche anno il “Wind Music Award” ma tutti con in comune un unico obiettivo, quello di far emergere il tormentone estivo.

Il fenomeno non è quindi di recente concepimento ma affonda le radici a quando i mass media e il diffondersi delle radio e delle tv hanno colonizzato le nostre menti proponendoci motivetti apparentemente “no sense” la cui eco durava per mesi e in alcuni casi per anni. In quest’ultimo caso si parlava di canzoni estive che hanno sopravvissuto all’oblio del tempo facendo emergere una maggiore qualità sonora e nei contenuti del pezzo hit dell’estate. Pensiamo a “Sapore di sale” di Gino Paoli o “Gloria” e “Ti amo” di Umberto Tozzi o ai prolifici Righeira con ” Vamos alla playa” “No tengo dinero” e “L’estate sta finendo”.

Andiamo a comandare
Andiamo a comandare

Quest’anno va a comandare le chart “Andiamo a comandare” e “Vorrei ma non posto” pezzi che probabilmente non ricorderemo più con l’avvento dell’inverno. Intanto il duo Fedez/J-Ax oltre a aver azzeccato il pezzo con i 16 milioni di wievs su Youtube hanno fatto parlare per il contenuto della canzone; non ultima la polemica sulla frase «e compreremo un altro esame all’università» che ha fatto insorgere molti docenti, rettori sentitisi denigrati… e pensare che anni fa Tricarico definiva “puttana ” la maestra che voleva fare il tema sul papà in un altro tormentone. Anziché pensare di curare i mali dell’istruzione italiana ci si imbatte in polemiche che non portano a nulla se non a una maggiore visibilità degli autori della frase incriminata.

Molti tormentoni sono diventati tali anche grazie a un evento sportivo a loro associato. Chi non ha cantato le notti magiche del mondiale del ‘90 con la Nannini e Bennato in “Un’estate italiana”, o chi non ha emulato Ricky Martin cercando di ballare a ritmo di ” La copa de la vida ” , o chi non ha provato a imparare il balletto di Shakira quando cantava ” Waka Waka” o chi tra noi tifosi della nazionale italiana non ha intonato nel 2006 il celebre Popoppopopopopo che altro non è che  Seven Nation Army dei White Stripes?

E come dimenticare i vari tormentoni tipicamente discotecari degli anni ’90: gli Snap, Corona, Haddaway,Scatman, o il balletto suadente delle Ace of Base in “All that she wants” o la “tamarrissima” Boombastic di Shaggy il cui contraltare italiano fu Piotta con la sua “Supercafone”. Queste canzoni oltre a fare la fortuna dei loro cantanti fece la fortuna di Leone di Lernia che ne realizzò cover italianizzate a limite dell’ambiguità.

La parola d’ordine dei tormentoni è il muoversi anche se stai ascoltando qualcosa che non ha senso: maestre furono le Las Ketchup con ” Asereje” ma insieme a loro i Los Locos ” Macarena “, Lou Bega con ” Mambo n°5″ o la demenziale ” Chihuahua”di Djbobo.

E l’Italia? Anche noi dagli anni ’90 in poi abbiamo iniziato a produrre dei veri e propri capolavori estivi: si passa da Fiorello (Spiagge) a 883 (Hanno ucciso l’uomo Ragno) , da i Lunapop (50 special) a Britti (Solo una volta)… andando ancora più indietro col tempo la memorabile Boys di Sabrina Salerno (memorabile il video) e la compianta Giuni Russo autrice di molte canzoni estive…il resto sono gli improponibili Dj Francesco con la sua “Canzone del capitano”, Luca Di Risio il cui ascolto richiedeva moltissima “Calma e sangue freddo”, o Roberto Angelini in cerca ancora del suo “Gattomatto”.

Sicuramente l’anno di svolta per i tormentoni è stato il 2014 ossia avviene la fusione del fenomeno musicale, social e web, :la voglia di ballare unito al potere veicolativo del web, in un certo qual modo, ha generato il tormentone per eccellenza: probabilmente Happy di Pharrell Williams era un pezzo che meritava di essere ascoltato,ma è altrettanto vero che tutti i video caricati su youtube i cui autori erano persone comuni provenienti da ogni parte del mondo e pronte a ballare “because I’m happy”, hanno permesso che il brano avesse un successo stratosferico.

Ma lasciatemi sfogare non mettetemi alle strette
e con quanto fiato ho in gola  vi urlerò: non c’è paura!
ma che politica, che cultura,  sono solo canzonette (Edoardo Bennato –Sono solo canzonette)

Condividi questo contenuto