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Le Rivoltelle in concerto a Cotronei e Cellara, con il nuovo singolo “Io non mi inchino”

Due tappe imperdibili del concerto de Le Rivoltelle: 26 agosto Cotronei , 28 agosto Cellara per ascoltare dal vivo il nuovo singolo “Io non mi inchino”, un urlo di protesta contro la Calabria che non ci piace.

Il periodo estivo ci ha abituati ad assistere a molti concerti tra sagre, notti bianche e feste di piazza, spesso non ci si sofferma neanche nel dare un senso alla musica di quel gruppo locale che rende viva la serata. Sbagliato! Sono proprio i gruppi locali che molto spesso attivano un urlo di protesta verso quella parte di mondo che gira per il verso sbagliato.

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Tra le tante band abbiamo imparato a conoscerne una tutta al femminile e tutta Calabrese, con una personalità ironica e anticonformista che nasce nel 2005: Le Rivoltelle. Quattro ragazze calabresi, Elena, Alessandra, Paola e Angela che scrivono compongono e arrangiano le loro canzoni, ma sono anche originalissime interpreti di un vasto repertorio di grandi successi nazionali ed internazionali degli anni ’60-’90, che rileggono in chiave moderna. Volutamente fuori dagli schemi, LE RIVOLTELLE suonano giocando su ritmi e sonorità mediterranee, in un abile mix di strumenti e voci.

“Io Non Mi Inchino” é il loro ultimo lavoro già in rotazione radiofonica e disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming, che sarà presentato dal vivo nelle prossime due tappe calabresi del 26 agosto a Cotronei ( piazza Indipendenza ore 21:30 Kr -ingresso gratuito) e domenica 28 agosto a Cellara ( piazza M.Reitano ore 21:30 Cs – ingresso gratuito ).

” ‘Io non mi inchino’ racconta il sud con gli occhi disincantati di chi quel sud lo ha visto e subito sulla propria pelle – affermano Le Rivoltelle – L’idea nasce da una rilettura dell’esperienza di Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro. Uomo di grande spessore culturale e di grande umanità che da sempre si batte per denunciare i soprusi e lo strapotere della mafia non solo in Italia ma in tutto il mondo…”.

É una protesta contro l’atteggiamento arrendevole e sottomesso di chi non ha il coraggio di ribellarsi ,il testo e le parole del nuovo singolo sono accompagnate dal videoclip creato da una brillante regista italiana Livia Alcade Patané, nel quale, dietro il bianco e nero ed un aspetto molto vintage si raccontano attimi delle tipiche processioni religiose, quando la statua del santo patrono viene inchinata davanti la casa del boss; il tutto attraverso gli sguardi dei bambini, attori protagonisti insieme alla rock band nel video clip, che imitano e simulano atteggiamenti mafiosi e comportamenti malavitosi , che rendono il concetto della canzone ancora più forte, che si conclude con la grande speranza dell’essere salvati dalla purezza dei bambini.

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