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Cresce lo stile di vita Bìo, Calabria al secondo posto tra le regioni produttrici

Cresce lo stile di vita Bìo, Calabria al secondo posto tra le regioni produttrici

Cresce fortemente la cultura del mangiare sano “Bìo” sopratutto tra i giovani; la Calabria diventa una regione fondamentale nella produzione agricola biologica.

Attualmente siamo circondati da una vasta scelta di stili alimentari dal vegano al vegetariano al Bìo. Sembra infatti che la cultura del Bìo , mangiare sano , sia un fenomeno in forte crescita sopratutto tra i giovani, circa il 70% della popolazione che consuma “Bìo” oscilla tra i 20 e i 50 anni.

La scelta biologica si conferma come uno stile di vita, e non solo nei consumi alimentari ma anche negli altri prodotti come cosmetici, prodotti per la salute, l’igiene e l’oggettistica.
Risulta anche molto giovane l’età dei produttori, circa il 25% degli agricoltori Bìo in italia hanno un età sotto i 40 anni, il dato è compreso tra agricoltori già affermati nel regime biologico e agricoltori in fase di conversione dal metodo colturale convenzionale.

Cresce lo stile di vita Bìo, Calabria al secondo posto tra le regioni produttrici
Cresce lo stile di vita Bìo, Calabria al secondo posto tra le regioni produttrici

Un altro elemento fondamentale è la produzione in Calabria dello stile di vita Biologico, la nostra regione, il 28 aprile 2015, risultava infatti al secondo posto in italia. Vent’anni fa erano circa 200 le aziende che producevano Bìo oggi sono circa 7 mila, in sintesi più o meno un quarto della superficie calabrese è coltivata utilizzando un sistema di gestione sostenibile.

Tra la produzione calabrese hanno maggiore risalto i settori olivicolo ed agrumicolo, ed anche ben evidenziato il settore delle coltivazioni destinate destinate a frutta e orticoltura. La Calabria che da sempre è caratterizzata dall’agricoltura diventa un contesto che fa la sua parte anche nella crescita del Biologico.

Il mondo del comparto Biologico si sta organizzando per far accrescere entro i 2020 un’incremento della superficie coltivata del 50% ed un ulteriore incremento per quanto riguarda la produzione del 30%.
Proprio in questi giorni si è tenuto a Bologna il “SANA” ( Salone Internazionale del Biologico e Naturale) vetrina di eccellenza e punto di riferimento qualificato per il mercato italiano ed internazionale del biologico e dei prodotti naturali.

In questa occasione è stato inserito il convegno al quale hanno preso parte la Cia-Agricoltori Italiani e la sua associazione specializzata, Anabio. Nel dibattito hanno preso parte anche il presidente di BolognaFiere Franco Boni; il capo Dipartimento delle Politiche competitive, della qualità agroalimentare e della pesca del Mipaaf Luca Bianchi; il direttore generale della Fondazione Qualivita Mauro Rosati; il referente dell’Ice per l’agroindustria Guido Magnoni.

Dall’incontro è emersa la necessità di riorganizzare la rappresentanza politico-professionale, perché ad oggi risultano troppe sigle territoriali, affinché il comparto biologico possa, finalmente, assumere la connotazione di vero e proprio main-stream ( cultura dominante).

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