Banner Conad

Al teatro Rendano va in scena Terroni di Pino Aprile

Si alza il sipario al teatro Rendano di Cosenza, dove il prossimo 30 novembre 2016 andrà in scena lo spettacolo “Terroni – la vera storia dell’Unità d’Italia”, tratta dal libro di Pino Aprile.

TerroniA portare in scena l’opera di Aprile è Roberto D’Alessandro, attore e regista calabrese, precisamente Montalto Uffugo, ma cresciuto artisticamente a contatto con la scuola di Gigi Proietti. A D’Alessandro si deve lo spettacolo “Terroni – la vera storia dell’Unità d’Italia” in scena al teatro Rendano il prossimo 30 novembre.

Lo spettacolo teatrale, in scena al Rendano, ripercorre il contenuto dell’omonimo libro del giornalista e vuole divulgare la storia dell’Unità d’Italia affrontando le tematiche più svariate: dall’economia, agli eccidi compiuti durante la lotta al brigantaggio, agli squilibri tra Nord e Sud, rimarcando quegli aspetti celati dalla storiografia.

“Se non si ristabilirà la verità su ciò che è accaduto 150 anni fa, l’Italia non vivrà mai alcuna pacificazione – si legge nelle note dello spettacolo da parte di D’Alessandro – La creazione di una supposta e sostenuta minorità meridionale è l’atto più grave che i fratelli del Nord hanno fatto ai danni dei fratelli del Sud, ancora esiste a Torino il Museo Lombroso, che aveva trovato (a dir suo) il cranio del delinquente naturale vicino Catanzaro, per altro ancora esposto nel museo e recante nome, cognome e provenienza. Si riflette, in sintesi, su come ancora oggi la differenza di trattamento tra Nord e Sud sia marcata, sull’assenza di infrastrutture nel Mezzogiorno e della deliberata volontà di mantenere il Sud in una condizione coloniale, poiché questo è stato sin dall’unificazione, e da colonia il Sud viene ancora trattato. Dalla presa di coscienza si spera poi un risveglio culturale e una riscossa, politica, economica, sociale”.

La forma con la quale va ius cena lo spettacolo è peculiare, si tratta infatti del teatro Canzone ed è un’opera che vanta la minuziosa cura di Roberto D’Alessandro, il quale si occupa anche dell’adattamento teatrale e la regia. Proprio la canzone e la tradizione del Sud di Bennato, Modugno, Napoli, Paisiello ha un ruolo di rilievo nello spettacolo e viene interpretata live da Mariano Perrella e dalla band musicale “Cantannu cuntu” di Acri. L’allestimento scenico è di Clara Surro, regista assistente è Paolo Orlandelli, ufficio stampa è Maria Fabbricatore mentre i costumi sono curati da Salvatore Argenio e Annamaria Pisapia.

Roberto D’Alessandro è, inoltre, testimonial del Comitato “No Lombroso”, che da anni tenta di sigillare il Museo Lombroso di Torino nel quale vengono ancora esposti i crani dei cosiddetti briganti meridionali che dimostrerebbero la natura del delinquente naturale, aberrazione della scienza e inaccettabile opera di propaganda antimeridionale. “Fortunatamente – afferma D’Alessandro – un’ondata meridionalista sta agitando gli intellettuali italiani, sia in Italia che nel resto del mondo”.

“Ho accolto con favore l’idea del consigliere comunale Falbo di portare questo spettacolo a Cosenza – afferma il sindaco Mario Occhiuto, che è anche presidente della Commissione per il Mezzogiorno dell’ANCI – Sono convinto che diffondere tra le giovani generazioni i riferimenti storici di ciò che ha subito e vissuto in passato il Meridione d’Italia, possa essere propedeutico per un rinnovato orgoglio nei riguardi delle risorse e dei valori territoriali che ci appartengono”.

Gli fa eco Andrea Falbo: “Per il sottoscritto, avere ‘Terroni’ a Cosenza rappresenta un sogno che si avvera – dichiara il consigliere comunale – un motivo di grande orgoglio ed emozione. Ispirato al testo di Pino Aprile, molto diffuso in Italia e utilizzato come libro di testo in alcune scuole del Canada e degli Stati Uniti d’America, questo spettacolo è infatti concepito per ripristinare le verità storiche legate a quell’unificazione dell’Italia che ha dato vita alla cosiddetta Questione Meridionale, innescando a catena tutti gli accadimenti che hanno portato poi alle colossali differenze con il resto del Paese, sconosciute prima dell’Unità. La conoscenza porta alla consapevolezza: il coinvolgimento di studenti, istituzioni e cittadini alla visione di Terroni ha appunto come obiettivo quello di percorrere un sentiero convergente che porterebbe, oltre alla ricerca individuale della verità storica, un accrescimento collettivo del senso di appartenenza nei confronti del Sud e della Calabria in particolare. Ringrazio pertanto il Sindaco Mario Occhiuto per aver accolto un’opera teatrale così significativa ed illuminante, in una città, che non solo non si lamenta ma opera in maniera propositiva e con grande dignità”

Condividi questo contenuto