Ancora incidenti mortali su una delle strade meno sicure di tutta la Calabria, ecco perché i primi cittadini esigono risposte da Governo e Anas
I sindaci dei comuni cosentini che si affacciano sullo Jonio dicono basta. Perché la pericolosità delle strade, soprattutto la Statale 106 anche alle luce degli ultimi due gravi incidenti sono sotto gli occhi di tutti e urge procedere ai lavori per la realizzazione del Megalotto numero 8.

I primi cittadini rappresentando le istanze dei loro amministrati si dicono stanchi di assistere impotenti ai continui incidenti provocati dalla mancanza di sicurezza in particolare su quel tratto. Ecco perché i lavori in corso sulla bretella stradale Sibari-Autostrada A3 e quelli che stanno per cominciare sulla Roseto-Sibari serviranno finalmente per smuovere la situazione anche sulla Sibari-Mandatoriccio.
L’Area urbana Corigliano-Rossano, ma più in generale il comprensorio della Sibaritide non possono assistere impotenti a causa di una vergognosa carenza di infrastrutture viarie, che penalizza l’economia di uno dei territori più floridi e ricchi della Calabria, ma soprattutto permane delle principali cause delle tragedie che quotidianamente si consumano sulle nostre strade.
Lo ribadisce con forza Giuseppe Antoniotti che, all’indomani dei due incidenti mortali avvenuti lungo la statale della morte e nei quali hanno perso la vita, in sequenza, un operaio di Rossano e una donna dell’alto Jonio, si farà promotore di convocare una conferenza dei sindaci dei comuni della Sibaritide, della costa e dell’entroterra. Insieme pianificheranno le azioni necessarie per fare pressioni sul Governo e su Anas.
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