Nulla è perduto, lo svantaggio da recuperare nel match di ritorno è alla portata della squadra rossoblu. Toccherà al “Marulla” fare da dodicesimo uomo

Una sconfitta che può starci per come si sono sviluppati i 90 minuti ma che fa male per come è maturata nel finale. Gli interminabili 9 minuti di recupero concessi giustamente per il tempo perso in occasione del grave infortunio occorso a Baclet (a proposito, merita più di una tirata di orecchie la terna arbitrale per la gestione scellerata di quegli attimi che sarebbero potuti costare cari all’attaccante francese) hanno condannato i lupi alla sconfitta. C’ha pensato Semenzato con un bolide imprendibile nell’angolo basso a far crollare il muro eretto da Perina, protagonista dell’ennesima prestazione da 10 in pagella.
I suoi guantoni hanno evitato che il passivo fosse più pesante, è solo grazie al portierone ieri vestito di giallo che la montagna da affrontare domenica sera non sarà poi così dura da scalare. Nulla da togliere al Pordenone che ha giocato una buona partita dimostrando di essere una compagine organizzata con ottime individualità (vedi Burrai, Cattaneo, De Agostini, Semenzato ecc.) ma come ha sottolineato anche il tecnico dei ramarri Tedino il match di ritorno sarà tutta un’altra storia. Significative in tal senso le parole dell’allenatore rossoblu Stefano De Angelis nel post partita: “Nella partita di ritorno dovremo fare una gara importante. Al “Marulla” dovremo fare una grandissima partita, cosa che è nelle nostre corde, grazie a tutti i tifosi che hanno fatto tutti questi chilometri per noi.“
Per rimontare lo svantaggio e volare a Firenze servirà un Cosenza più aggressivo di quello visto ieri sera, la retroguardia avversaria non è apparsa imbattibile, nelle rare occasioni in cui Mendicino & co. sono riusciti a imbastire azione offensive degne di nota il trio difensivo neroverde ha barcollato. Se D’Anna, calciatore che non eccelle per la raffinatezza del tocco, nel trovarsi a tu per tu con Tomei, non avesse optato per una palombella docile riuscita peraltro malissimo ma avesse usato maggiore cattiveria ora forse saremmo qui a parlare della beffa perfetta ma di marca rossoblu. L’onestà di vedute però ci impone di dare a Cesare quel che è di Cesare e di ammettere che il pareggio per i silani sarebbe già stato un grande risultato. Si è vista tutta la qualità del metronomo di casa Salvatore Burrai e si è capito perché Tedino fremeva per il suo rientro, ha preso in mano il centrocampo e al suo cospetto Ranieri e Calamai in giornata no sono apparsi impalpabili.

Delusione per gli oltre tremila aficionados rossoblu che hanno gremito piazza Bilotti e il parco “Piero Romeo” di fronte ai maxischermi, in particolar modo per gli oltre 300 indomabili e irriducibili che hanno sostenuto la squadra al “Bottecchia” di Pordenone. Lontani ma uniti da un solo desiderio stavano già facendo la bocca ad un risultato positivo e ad una domenica di fuoco da vivere pensando di far bastare una vittoria con leggerissimo scarto. Non è andata così ma non è un dramma, perché la remuntada è più che fattibile. Lo striscione dei supporters della Curva Sud titolava: “Stairway to heaven“. Rimaniamo in tema Led Zeppelin e rilanciamo: fra qualche giorno già dal sottopassaggio del “S.Vito Marulla” i lupi dovranno essere molto ma molto “Rock and roll“.
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