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Parte oggi il “Giro d’Italia” personale di Davide Nicola

Una lunga pedalata di 1300 km attende l’allenatore del Crotone, Davide Nicola. Partenza oggi da Crotone, l’arrivo a Vigone, in provincia di Torino

Una di quelle frasi che si dicono quando la situazione è quasi disperata. Era il 7 Aprile, la vigilia di Crotone-Inter (terminata poi 2-1 per la squadra rossoblu), quando il tecnico dei pitagorici Davide Nicola dichiarava: “Se il Crotone si salva vado in bici fino a Torino“. Il miracolo è avvenuto, la squadra calabrese ha ottenuto la salvezza all’ultima giornata, dopo un campionato complicato e una rimonta clamorosa ottenuta grazie ad un grande girone di ritorno. Nicola, oltre ad essere un bravo allenatore, è un uomo di parola e manterrà fede alla promessa fatta.

Nicola nella conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa (photo F.C. Crotone)
Nicola nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa (photo F.C. Crotone)

Nella giornata di oggi partirà dallo stadio “Ezio Scida” di Crotone munito di una bicicletta brandizzata F.C. Crotone con pedalata assistita, che lo aiuterà ad affrontare le salite più ripide, e farà tappa a Taranto, Bari, Livorno, Genova e Torino, toccando così le mete che hanno segnato finora la sua vita calcistica. Particolarmente significativa la tappa finale che lo porterà a Vigone, piccola cittadina dell’entroterra piemontese, dove il figlio del tecnico Alessandro perse la vita tragicamente tre anni fa, schiacciato da un autobus proprio durante un pedalata in bici. La storia aveva commosso il mondo dello sport ed è tornata d’attualità quando Nicola, all’indomani dell’insperata salvezza conseguita dal suo Crotone, ha dedicato al figlio il risultato conseguito scrivendogli anche una lettera.

“Ciao amore mio, non so dove sei, non so cosa starai facendo. Forse sei su quella nuvola che era su di me quella sera quando correvo per far volare la tua lanterna. O forse sei qui accanto a me… Sì, sono sicuro che sei qui con me. Abbiamo lottato insieme in questo anno complicatissimo, ma….”. La permanenze in serie A è un traguardo raggiunto dalla squadra intera all’ultima giornata, con forza e volontà. Ma nonostante il tragurdo il pensiero di Nicola va al figlio: “Oggi so che tu ci sei sempre stato lì con me. Sei riuscito con la tua energia a darmi la forza di lottare e continuare a inseguire l’impossibile…”.

“La perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile, possibile il probabile, e il probabile certo. Ale, questa non è la mia vittoria, ma la nostra, proprio come quella promozione in A del Livorno. Avrei voluto gioire con te, guardare i tuoi occhi e il tuo sorriso, prenderti per mano e insieme correre e festeggiare. Tutto questo è solo per te e ogni mia conquista è la tua, ogni mia vittoria sarà la tua, ogni mio sogno sarà anche il tuo. Voglio che il mio cuore continui a battere per te e tu possa vivere ancora attraverso me…”.

Sicuramente una bella storia, che riconcilia il mondo del calcio con i veri valori dello sport e dell’umanità. Protagonista un uomo e un allenatore che non ha mai mollato la presa, lottando con le unghie e con i denti per raggiungere un traguardo quasi inarrivabile. Del resto la vita ha messo di fronte a Nicola scogli ben più ardui da superare, non potevano certo preoccuparlo delle semplici partite di calcio.

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