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Top & flop: le pagelle di Cosenza-Trapani

Il migliore in campo scelto dai followers di Lupi si nasce è Umberto Saracco: su 301 votanti totali in 179 (il 59%) hanno espresso la loro preferenza per il portiere rossoblu, i restanti 122 (il 41%) hanno votato per Matteo Calamai.

SARACCO 7,5 (Maturo): Ormai è lui il titolare e lo dimostra anche in questa gara. Compie una serie di miracoli che consentono ai lupi di mantenere il pareggio per poi affondare il colpo. “E bravu a Umbertuzzu!”

PASCALI 7,5 (Eroico): Ci mette del tempo per entrare in partita. Appena vi riesce, assume le vesti del condottiero. Su un terreno di gioco infame, guida da vero leader la squadra e sfiora il gol in tre circostanze. Onora la maglia.

DERMAKU 7+ (Granitico): Ormai è una certezza. Solita gara di sostanza ma anche di forma. L’italo-albanese è un punto fermo dello scacchiere rossoblù. “Nu muru”.

PASQUALONI 6,5 (Finto giovane): Ha l’infame compito di tamponare il forte Marras ed è normale che sia andato talvolta in difficoltà. Tutto nella norma però. Alla fine, il bilancio della sua gara è positivissimo. “Para nu veterano”.

Manuel Pascali (photo Rosito)
Manuel Pascali (photo Rosito)

CORSI 6+ (“Na pocu ciuatu”): Lotta su ogni palla ed è sempre pronto “a si liticà”. Nel primo tempo rinvia per due volte centralmente il pallone e lo regala agli avversari che, per fortuna, “si su fumati i gol”. Le pessime condizioni del terreno non sono un esimente. “Oi Cò, ti raccomando un fa chiù si ciotìe!”

BRUCCINI 6+ (Serafico): Fa la sua onesta partita con calma e saggezza. Non si vede molto ma c’è ed i compagni lo sanno. Poi, tatticamente è importantissimo. Smarca con una bella giocata Mendicino offrendogli una palla da controllare e sbattere in porta. “Tena i siansi”.

LOVISO 6 (Smemorato): È sempre stato un grande giocatore, un top per la serie C. Ma, al netto del suo grande contributo umano nello spogliatoio, “a Cusenza para ca s’ha scurdatu cumu si ioca aru pallune”. Il campo pessimo non aiuta la costruzione ma è debole argomento questo. “Palmiero mica ha iocatu supa a luna”.

CALAMAI 7,5 (Indomito): Motorino instancabile e giocatore imprescindibile nello scacchiere di Braglia. Solita prestazione da incorniciare, piena zeppa di palloni recuperati, di corsa e di inserimenti. Sigla il gol che vale il passaggio del turno all’ultimo respiro. Un grande!

D’ORAZIO 7,5 (Devastante): È sempre propositivo. Nel primo tempo prende le misure al campo ed agli avversari. Nel secondo tempo sale in cattedra. Prende la fascia sinistra e regala giocate d’alta scuola. “Parìa nu prufessure d’estetica”.

MENDICINO 6 (Emblematico): Gli ultimi minuti di gioco rappresentano la sua stagione. Prima, sbaglia maldestramente un rigore che si era conquistato da grande attaccante. Poi, fallisce un gol di testa che sembrava fatto, in stile gol “fumato” a Rende. Infine, mette lo zampino sul gol di Calamai, ostruendo la visuale al portiere avversario. È croce e delizia. Forse, “chiù na cruce”.

TUTINO 6 (Sottotono): Nel primo tempo cerca di trovare la sua dimensione in campo. Tuttavia, non riesce a trovarla compiutamente. Poi Braglia lo sostituisce dopo pochi minuti dall’inizio della seconda frazione di gioco. L’impegno non è in discussione.

Il penalty fallito da Mendicino (photo Rosito)
Il penalty fallito da Mendicino (photo Rosito)

DALLA PANCHINA

BACLET 6 (Utile): “Trasa, si mina, si ‘mmualica e s’ammuccia supa a sinistra (ma picchì?)”. Prezioso per il lavoro di sponda ma nulla più. Anzi si, porta allegria in campo. E serve anche questo.

PALMIERO 7+ (Necessario): Appena entra in campo, il Cosenza acquisisce un altro passo. Riesce a costruire tra le macerie di un terreno di gioco mai stato così brutto. È indispensabile. “Puru iddru sicunn’a mia tena u documento curu truccu”.

STATELLA 6 (“Nente i chì”): Ormai siamo abituati a vederlo entrare dalla panchina e veleggiare sulla sufficienza.

All. BRAGLIA 8,5 (“Cu Braglia si saglia”): Manda in campo una formazione che dà ampie garanzie, dimostrando di tenere molto alla coppa. In generale, la vera garanzia è lui. Un uomo schietto che non guarda in faccia nessuno. Rispetta e si fa rispettare dai calciatori. Legge alla grande le partite e spesso le vince coi cambi. Dice quel che pensa a prescindere dal destinatario delle sue parole. Che sia il presidente, l’Amministrazione comunale, il calciatore o il giornalista di turno, poco importa. Tutti sono meritevoli della sua ira. Ma anche della sua stima. Non dimentichiamolo. “Oi mister, portani in serie B!”

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