La presidente ‘facente funzione’, Antonella Stasi, chiede di rinunciare alle primarie istituzionali ma al momento quella del 12 ottobre non è ancora data certa
Esaurite le vacanze estive, la politica calabrese è tornata a concentrare le sue attenzioni sulle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale e per trovare un nuovo presidente. Sulla data del 12 ottobre scelta dalla presidente ‘facente funzioni’ della Giunta, Antonella Stasi, il dibattito rimane aperto, soprattutto perché per molti partiti c’è lo scoglio delle primarie da superare.

La Stasi non vuole recedere: “Lo ribadisco, nel caso in cui tutti i partiti ufficializzeranno la rinuncia alle elezioni primarie istituzionali c’è la mia ferma volontà di andare al voto al più presto. La data del 12 ottobre è stata scelta non a caso. Attendo adesso un segnale concreto dalle forze politiche e nessun altro tentennamento. Il mio auspicio é che tutti rinuncino alle primarie istituzionali”. Una posizione che trova concorde il Nuovo Centro Destra, con una nota a firma di Giovanni Bilardi, Piero Aiello, Guido Viceconte, Antonio Gentile e Ulisse Di Giacomo nella quale si sottolinea tra l’altro come “quello che rischia di consumarsi in Calabria è un vero e proprio sperpero di denaro pubblico che unisce partito e istituzione come ormai accade solo a Pyongyang”.
Il centrosinistra invece ha sottoscritto un documento comune firmato dai segretari regionali Ernesto Magorno (PD), Luigi Incarnato (PSI), Pietro Loiacono (Autonomia e Diritti), Serafino Conforti (API), Pietro Fuda (Centro Democratico), Antonio Casimiro (PSDI), Rocco Tassone (L’Altra Sinistra) Mario Caligiuri (Idv) e Mario Melfi (Sel) nel quale viene chiesto espressamente di definire il giorno in cui i calabresi dovranno tornare alle urne. Secondo il centrosinistra, che sull’argomento si è ricompattato, “la Presidente Stasi metta fine al balletto sulla data delle elezioni fissandole, come già annunciato, per ottobre e non utilizzando le primarie in modo strumentale per rinviarle ulteriormente. Nessuna ragione, neppure le primarie a cui notoriamente attribuiamo un grande significato, può impedire infatti la necessità impellente di dare ai calabresi un Governo stabile e legittimato dal voto in tempi rapidi, mettendo fine ad un’esperienza fallimentare e, soprattutto, all’uso spregiudicato di risorse pubbliche finalizzate al vano tentativo di acquisire consensi, così come sta avvenendo quotidianamente”. Quindi la via d’uscita è solo una: “Si metta fine al balletto sulla data delle elezioni inscenato dalla Presidente Stasi e dal Presidente del Consiglio Talarico e si guardi, finalmente, con responsabilità alle impellenti emergenze della nostra Regione ed, alla necessità non più procrastinabile, di dare in tempi brevi un governo alla Calabria”.
Altresì i partiti del centrosinistra ribadiscono “la volontà di proseguire il percorso unitario intrapreso, fondato sui programmi e concepito come cammino inclusivo ed aperto a tutte quelle componenti della società calabrese che vogliono il cambiamento dando vita ad una nuova fase per la regione dopo l’esperienza illusoria e fallimentare del centrodestra. In questo senso i segretari del centrosinistra hanno iniziato a lavorare alle liste che saranno presentate per la competizione elettorale regionale, riaffermando la volontà di dare vita a liste fatte da partiti e non dai candidati e predisponendo un codice etico che assicuri liste ‘pulite’ e impedisca l’ingresso ai fuoriusciti del centrodestra e a coloro che sono legati all’attuale Giunta regionale”.
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