Il ‘Vintage Zone’ è uno dei locali più noti e frequentati della movida cosentina, normale che la notizia dei sigilli apposti sulla sua porta d’ingresso abbia fatto rapidamente il giro della città.
I motivi di questo sequestro preventivo sono gli schiamazzi notturni e la musica ad alto volume che si protraeva fino a tarda notte attentando alla quiete pubblica dei residenti nelle zone del centro.
Nel provvedimento emanato dal giudice Giuseppe Greco il titolare dell’attività Giancamillo Mosciaro, 36 anni, è indagato «perchè abusava di strumenti sonori, disturbava il riposo delle persone. In particolare, nelle qualità di amministratore e di gestore del locale, tutti i giorni, a partire dalle ore 22-23 circa, fino alle ore 3:00-4:00 circa, con maggiore incidenza nei giorni del fine settimana e, in prossimità delle festività, organizzando serate di intrattenimento musicale, mediante l’utilizzo di strumenti sonori e non impedendo gli schiamazzi ed il vociare degli avventori del suddetto locale, provocava emissioni rumorose, oltre la normale tollerabilità; mediante tale condotta disturbava il riposo dei residenti degli immobili siti in Via Adige e nelle vie limitrofe».
Questa invece è la replica del Vintage comparsa sulla pagina Facebook subito dopo aver ricevuto la notifica: «Cari tutti, il mondo è pieno di stranezze, ma qualche volta si colorano di assurdo: hanno messo i sigilli al Vintage! Sigilli apposti a causa degli schiamazzi notturni. Con questo aggiungiamo che siamo sempre dalla parte dei cosentini e del Comune. In questi ultimi anni la nostra città è cresciuta molto e i motivi sono tanti: siamo convinti che il merito sia anche di chi, come noi del Vintage e tanti nostri colleghi, ha deciso di investire su Cosenza organizzando eventi di qualità sempre in sinergia con le autorità cittadine e mai in contrapposizione. Lavoriamo e operiamo per una città in cui la socialità sia sostenibile e occasione di crescita per tutti e penalizzante per nessuno. Anche per questo, vigiliamo affinché fuori dal nostro locale i nostri clienti siano rispettosi del decoro urbano e delle norme relative all’inquinamento acustico. Vogliamo continuare a fare impresa nella nostra città, provando a crescere sempre di più: è questo il motivo per cui abbiamo deciso di restare. Il fatto di essere apprezzati e premiati dal gradimento di tante persone ci riempie di orgoglio: proprio perché amiamo la nostra città abbiamo sempre rispettato le regole della convivenza civile in accordo con il Comune. Per questo, auspichiamo che, al più presto, questa vicenda – che ci danneggia – possa al più presto risolversi».
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