La metro leggera a Cosenza? Si farà. Con l’inizio ufficiale dei lavori, avvenuto ieri, ormai non ci sono più dubbi sulla realizzazione di un’opera che ha suscitato e continua a suscitare molte polemiche.
I dubbi e le perplessità dei più accaniti oppositori dell’amministrazione Occhiuto riguardano l’effettiva utilità di un servizio che, se da una parte velocizzerà i trasporti nell’hinterland bruzio, dall’altra rischia di paralizzare una città già intasata dal traffico e di stravolgere, se in meglio o in peggio si vedrà, un’arteria sfruttata da molti cittadini per una tranquilla passeggiata ma anche per il fitness.
La prima pietra non è stata ancora posta. Ad oggi, come spiegato da Francesco Converso, supervisore dei lavori, si tratta semplicemente di «un intervento che dovrebbe essere ultimato già entro il fine settimana, che riguarda la segnaletica e la regolamentazione del traffico, mentre per l’inizio della prossima settimana è prevista la cantierizzazione vera e propria». A questo punto sono vane le speranze di chi si era riunito in un comitato per gridare “no metro” di vedere saltare il progetto.
Il sindaco Mario Occhiuto invece si era così espresso qualche giorno fa: «Al via la realizzazione del Parco del Benessere e poi della Metro di superficie. Siamo riusciti a stravolgere completamente il progetto originario costringendo la Regione ad accogliere le nostre proposte migliorative grazie alle quali adesso a Cosenza sarà realizzato un grande Parco del Benessere, vero polmone verde della città contemporanea con i suoi stupendi giardini a tema».
Si, perché contestualmente alla costruzione della linea sulla quale viaggerà la metro di superficie, anche lo stesso Viale G. Mancini cambierà radicalmente pelle e verrà trasformato nel cosiddetto Parco del Benessere, 2 km di verde dotati di palestre all’aperto, piste ciclabili, percorsi pedonali, campi da calcio a 5, da basket, da padel e skate park.
Tutto bellissimo nelle intenzioni e magari anche nella realizzazione, ma quale potrà essere la fruibilità dell’opera per gli abitanti di Cosenza e Rende che risiedono nei quartieri più lontani dalle varie fermate? E soprattutto, se, come da indiscrezioni, la linea dovesse attraversare realmente Via Tevere di Rende, quali rischi ci sarebbero poi per la percorribilità delle strade adiacenti?
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