In scena martedì 16 settembre, uno degli appuntamenti del programma della quarantanovesima edizione di Settembre Rendese: “La Brandina”, di Grazia Fasanella, rappresentazione semiscenica di una fiaba

Li trovo già pronti ad aspettarmi, sanno del mio arrivo, sono gli attori del centro anziani di Serra Spiga, che si apprestano ad iniziare le prove de “La Brandina”, di Grazia Fasanella, uno dei tanti appuntamenti della quarantanovesima edizione di Settembre Rendese, che martedì 16 settembre alle 21,30 andrà in scena (in versione non integrale) all’anfiteatro del Parco Robinson.
Mi accolgono con affetto mentre Grazia, è alle prese con i tecnici per le luci e tutto quel che c’è da fare, ed è sintonia dal primo istante.
Hanno voglia di raccontarsi, di farmi partecipe di questa loro esperienza che li ha sicuramente uniti nelle emozioni e nel lavoro e l’impegno che ci mettono, e io non mi lascio sfuggire l’occasione e li intervisto.
Su una cosa sono tutti d’accordo: lavorare con Grazia Fasanella li ha arricchiti e sono pieni di entusiasmo.
La prima a parlare è Assunta Rende (Assuntina, la sciantosa) che mi racconta com’è iniziato tutto.
“ Volevamo fare qualcosa al centro anziani – dice – e cercavamo un regista che ci guidasse in una rappresentazione teatrale”. E qui è subito interrotta da un’altra elegante e graziosa nonnina, Fernanda Guzzo Magliocchi.” E io sono la mamma della regista”, ci tiene a sottolineare con fierezza, l’appartenenza al talento che li ha diretti con non poca fatica e passione allo tesso tempo, in questa esperienza. “Assuntina” continua entusiasta : “ Grazia ci ha dato la possibilità di recitare in una commedia nuova che ci è piaciuta non solo nella parte finale, cioè nella riuscita, ma anche durante la preparazione”.
L’emozione, la delicatezza e perchè no, anche il minimo di imbarazzo che scorgo nelle parole e nei gesti di Assunta e Fernanda, sono pressocchè sopraffatti dalla parte maschile del cast.
Nino Muoio ha padronanza di linguaggio e davanti alla mia domanda su cosa, questa esperienza gli ha dato, si presenta in modo veramente simpatico ed originale come se dal palcoscenico non fosse mai uscito, e colgo nei suoi modi di fare, una vitalità, una passione intensa nei confronti della vita che spesso è difficile riscontrare in quelli della mia generazione.
“ La mattina mi chiamo Nino Muoio, il pomeriggio Ninnuzzo e la sera mia moglie mi chiama Amoruccio – inizia così l’intervista, e non so voi, ma dietro a queste parole io personalmente ho visto riassunte le tre fasi della vita sulle quali soffermarsi non sarebbe male.
“ Questa commedia si affaccia verso la società – continua Nino – dando un grande e significativo messaggio. Il tema è quello dei sette vizi capitali e il finale è il senso della vita. Alla fine tutti incontriamo le persone buone per mezzo delle quali riusciamo a vedere e ad assaporare la felicità. In effetti il segreto è quello di tenere conto delle cose belle e di quelle brutte, solo così riusciamo a vivere contenti”.
La pensa così anche Pasquale Cestone, napoletano di nascita, che pur se da 50 anni in Calabria, nel suo fare e parlare non ha perso la poesia e la teatralità che contraddistingue da sempre i cari partenopei.” Quella con Grazia Fasanella – dice – è stata un’esperienza bellissima, la mia prima esperienza teatrale, che personalmente spero di ripetere”.
Man mano che raccolgo le loro testimonianze, la loro energia mi rapisce, e questa passione, questo attaccamento alla vita alla gaiezza, lo avverte con me anche Gianluca Muoio, figlio di Nino, che per la prima volta, ne “La Brandina”, ha l’occasione di recitare con suo padre e con tutti gli altri, “Ai quali” – ci racconta – “ amo lasciare molto spazio in scena. Sono tutti molto bravi e appassionati. Nella vita il mio lavoro mi da la possibilità di stare a contatto con i ragazzi – Gianluca si occupa di prevenzione al disagio giovanile – ma anche lavorare con gli anziani e con mio padre, mi ha portato a capire il loro modo di fare, di agire, di rapportarsi con le altre generazioni. Il loro tornare bambini è qualcosa che mi sorprende ogni volta”.
Intanto si fa sempre più forte in me, l’idea che La Brandina abbia un non so che di magico e continuo senza sosta a parlare con Michele Maritato che mi racconta un po’ la sua parte nella commedia, che però non riporterò, perché tutti loro meritano di essere scoperti e applauditi dal vivo martedì sera.
Ma non è finita qui perché Grazia Fasanella, le cose le fa sempre a regola d’arte e proprio in virtù di questa dea, la regista non poteva non avere nel suo cast, giovani talenti come Giovanna Perna e Sefora Tripodi, rispettivamente di 13 e 27 anni, due voci straordinarie, talentuose .
Intervisto il papà di Giovanna Perna, Francesco, che mi elenca una lista infinita di esperienze artistiche di Giovanna. “ Dal 2010 partecipa a tutte le edizioni di Ti lascio una canzone; Ciak si canta con Belen; Attenti a quei due, con Max Giusti e Frizzi; ha lavorato con Giletti; in estate è stata impegnata in un tour con una band in Italia e due in Canada. E’ felice di lavorare con Grazia Fasanella e con tutti gli altri che considera ormai dei nonni”.
E poi è il turno di Sefora Tripodi, anche lei giovane e determinata, canta da quando aveva 4 anni ed è entusiasta di lavorare con Grazia Fasanella. “ Questa esperienza mi ha sicuramente arricchito – inizia così Sefora – perché Grazia Fasanella è un’indiscutibile artista. La sua creatività è, come dicono gli americani, “only”, esclusiva. E’ difficile trovarne una come la sua. L’Italia è piena di artisti ma Grazia Fasanella sicuramente spicca, quindi la mia esperienza con lei non è soltanto un arricchimento artistico ma anche morale perché è quello che ho sempre tentato di fare, cercare di trasmettere il messaggio che l’arte si fa per dare non per ricevere, e dietro al lavoro di Grazia c’è un messaggio che deve essere colto”.
Il mio viaggio intorno a “La Brandina” termina con le parole di Sefora, ma gli artisti da elencare non sono finiti, Alessandra Plastina (tastiera), Matteo Ilardi (arpa), “Il coro di Grace”, e tra i commedianti anche: Maria Chiovarello, Assunta Morrone, Franco Vena.
Alla fine dell’intervista, il buonumore e la magia avevano coinvolto tutti, ma chi conosce bene Grazia Fasanella, chi ha letto i suoi libri, chi l’ha vista all’opera, sa di cosa stiamo parlando. L’appuntamento è per martedì 16 settembre, ore 21,30, anfiteatro Parco Robinson: La Brandina, regia di Grazia Fasanella.
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