Banner Conad

Viaggio nel “Mondo” della Cremonese e del Cosenza

Di squadre, nella sua lunga e scintillante carriera, ne ha allenate tante. Alcune, più di altre, gli sono inevitabilmente rimaste nel cuore.

Un cuore che si è colorato di infinite sfumature ma in origine aveva tonalità nette e ben definite, il grigio e il rosso. Emiliano Mondonico, nativo di Rivolta d’Adda, ha mosso i primi e gli ultimi passi sul campo da calciatore con la maglia della Cremonese; si è poi spostato in panchina formandosi nella nuova veste di tecnico.

La gioia del "Mondo" per la promozione della sua Cremonese in Serie A (FONTE FOTO WEB)
La gioia del “Mondo” per la promozione della sua Cremonese in Serie A (FONTE FOTO WEB)

Due corsi, dal 1966 al 1968 e dal 1972 al 1979, a correre e sudare sul terreno di gioco, con in dosso la casacca della sua terra. Nove lunghi anni conditi da oltre 200 presenze, all’incirca gli stessi numeri raggiunti in qualità di allenatore: la trafila nel settore giovanile dal 1979 al 1982, il passaggio in prima squadra fino al 1986 e un ritorno alle origini dai contorni romantici più di vent’anni dopo.

Nemo profeta in patria, il suo nome rimarrà marchiato a fuoco in eterno nella storia del club grigiorosso per averlo preso per mano e condotto alla promozione in Serie A a oltre mezzo secolo di distanza dall’ultima volta. Meno memorabile, almeno in termini di risultati, la sua esperienza sulla panchina del Cosenza. Approda in riva al Crati nell’ottobre del 2001, in sostituzione dell’esonerato Gigi De Rosa, e rapisce subito l’attenzione dei tifosi rossoblù, che, in un frullato di curiosità e incredulità nel vedere all’opera una leggenda così da vicino, si presentano in massa al primo allenamento.

Non farà in tempo a concludere la stagione alla guida dei silani ma verrà richiamato, ricevendo poi un altro benservito, anche nell’annata successiva. Nonostante tutto riuscirà a costruire un feeling indistruttibile e resistente anche negli anni a venire con ambiente e tifoseria, non perdendo occasione per rimarcare, prima della sua scomparsa nel marzo 2018, che di Cosenza e del Cosenza portava con sé un buon ricordo.

(Immagine di copertina LaPresse).

Condividi questo contenuto