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Pippo Callipo: “Lista civica per la salvezza della Calabria”

“Lista civica per salvare la Calabria”: la proposta di Pippo Callipo per le regionali del 23 novembre

Pippo-callipoE’ Lunga la dichiarazione fatta da Pippo Callipo, riguardo alle elezioni regionali del prossimo 23 novembre.

L’imprenditore calabrese, è determinato nelle affermazioni  e nell’intento di lanciare un Lista civica per salvare la Calabria, ma, “Ad una condizione – sottolinea – che siano i calabresi migliori ad accompagnarmi.

I calabresi che a migliaia, se non avranno un’occasione di cambiamento, non andranno a votare. C’è chi mi sussurra che non c’è più tempo e che gli accordi per vincere le elezioni, da parte dei soliti partiti, sono già in cassaforte e che a me converrebbe ritagliarmi uno spazio di gestione nella squadra di chi vince; che insomma la Lista civica sarebbe come Davide contro Golia. Io so quanto sia difficile schierarsi contro apparati organizzati.

Nel 2010 con lo slogan “Io resto in Calabria”, l’ho già sperimentato. Ma se davvero vogliamo riscattare questa nostra Calabria un tentativo va fatto.

Ai giovani, agli onesti, ai calabresi, ai “senzanome” che amano la loro terra, io dico di provarci.

Sorprende come sia possibile che le istituzioni nazionali, Presidenza della Repubblica, Parlamento e Governo, pur consapevoli del disastro sociale, politico ed etico in cui versa una regione del Paese dove succede di tutto ed in cui la criminalità organizzata si rafforza anche a causa della sfiducia dei cittadini verso la classe politica regionale, non intendano muovere un dito per impedire che in Calabria tutto resti come sempre.

Il sottoscritto, dopo alcuni tentativi volti a rendere possibile il cambiamento assieme a quella politica che a parole si dice favorevole alla rottamazione e che addirittura vorrebbe azzerare un’intera classe dirigente, ha preso atto che anche questa volta, i big della politica preferiscono voltarsi dall’altra parte.

La Calabria, pur sapendo che è strangolata dalla crisi economica, che ha la peggiore classe dirigente ed è una terra condizionata dalla mafia, non è affare loro. Vogliono che se la sbrighi da sè, pur convinti che a prevalere saranno i soliti noti e le solite consuetudini incentrate sulla disamministrazione del bene pubblico”.

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