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Rende, Marcello Manna sorride dei suoi avversari politici

Leggendo dagli organi di informazione locale le dichiarazioni dei candidati avversari, mi viene da sorridere. Perché dico questo? Per la semplice ragione che non intravedo neanche, ma neanche lontanamente un cencio di programma.

Manna, sindaco di Rende

Avrei voluto leggere la forza dirompente dei loro progetti per la Città, la cultura (quella vera) politica che hanno sempre millantato di coltivare e possedere ergendosi in alto, onnipotenti. Sorrido perché penso abbiano più dignità e contenuti le amministrative del più isolato comune di montagna, dove le piccole beghe di paese avrebbero pur ragione di esistere.

Un solo dato su tutti per ora, poi verrà il resto: al nostro insediamento abbiamo trovato un debito stratosferico per circa 17 milioni di euro. E poi la drammatica sorpresa di altri 6 milioni venuti fuori poco dopo. E siamo a 23 milioni, ai quali dobbiamo aggiungere 13,5 milioni di disavanzo di amministrazione. Totale più di 36 milioni!

Questa è la pesantissima eredità del passato, frutto di un lavoro al massacro, concepito ad arte per il male della Città e della sua comunità a favore degli amici di corte. Lavoro per il quale Talarico e Principe hanno avuto ruolo di primissimo piano. E la Città ne è testimone. Di fronte a tutto questo, per non decretare la morte di Rende, non abbiamo fatto spallucce e scelto la via più semplice del dissesto (tanto, avremmo potuto dire, qualcun altro pagherà) ma con enormi difficoltà, e soprattutto responsabilità, stiamo onorando il debito, lavorando senza proclami, producendo, intanto, un debito pari allo 0! Ci sono ancora dubbi? Noi lo abbiamo fatto.

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