Ci risiamo! Puntuale come in ogni tornata di campagna elettorale si ripresenta l’annoso problema delle affissioni selvagge.
Facce, faccioni più o meno noti, simboli di partito impressi sui manifesti che deturpano, imbrattano e sporcano senza alcun rispetto del decoro le città in ogni angolo. Non solo dove è consentito, ovvero lì dove sono predisposti spazi appositi, bensì su ogni superficie possibile e immaginabile.

Il consiglio, per chi, a piedi o in macchina, attraversa le strade di alcune cittadine dell’hinterland cosentino tra cui Rende e Montalto, dove il 27 maggio si andrà alle urne per eleggere il sindaco, è quello di prestare attenzione onde evitare gli accumuli di carta crollati al suolo.
In questo periodo capita di frequente, soprattutto nelle ore notturne, di affiancare macchine con il portabagagli aperto. All’interno pile di manifesti, barattoloni di colla e galoppini all’opera per coprire il volto del rivale, affisso solo pochi minuti prima. È una vera e propria battaglia: attacchi tu, subito dopo ti copro e attacco io! Risultato: il malloppo di carta si appesantisce e finisce per terra.
Triste destino di visi photoshoppati e levigati ben benino, privi di imperfezioni tanto da apparire irriconoscibili. “È lui o non è lui? Me lo ricordavo diverso!“. L’usanza, alquanto anacronistica in tempi in cui la gente ha lo sguardo costantemente rivolto sullo smartphone più che al mondo circostante, è assolutamente trasversale e abbraccia tutti gli schieramenti politici.
Fatta eccezione per l’unico movimento che, senza produrre un solo santino e un solo manifesto, ha fatto incetta di consensi nelle ultime tornate elettorali. Segno tangibile dell’inutilità di questa cattiva abitudine, che resiste anche al futuristico 2019.
Non è spiattellando il proprio volto e il proprio simbolo in ogni dove che si otterranno voti. Ma soprattutto, non è sporcando e inzozzando le città negli anfratti più e meno visibili, che si fornisce un esempio di educazione civica. Quoque loro che, invece, dovrebbero essere molto attenti all’osservanza delle regole.
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