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Unical, studente russo senza dimora: Vladislav chiarisce la vicenda su Facebook

Dopo la risposta del pro rettore dell’unical, Luigi Filice, lo studente russo rimasto senza dimora prova a chiarire la vicenda attraverso il suo profilo Facebook. Riportiamo per intero quanto scritto

studente-senza-dimora“Come spesso accade quando parte la voce e si diffonde molti particolari rilevanti si perdono, infatti si ricade nel fraintendimento.
Vorrei scrivere questo post per chiarire alcuni momenti dubbi.
La mia non è e non vuol essere una protesta o una pretesa di avere ciò cui io non ho diritto. È un gesto di estremo disagio che magari avrei dovuto spiegare più dettagliatamente prima. Non ho una borsa di studio, non sono lo studente modello, come mi hanno definito negli alcuni articoli. Tutt’oggi ho la difficoltà di esprimermi oralmente e ci metto un po’ a scrivere un testo ragionato e grammaticalmente corretto. Ovviamente questo fatto mi crea una difficoltà nell’apprendimento ma non ho mai preteso un atteggiamento diverso nei miei confronti solo perché sono lo studente straniero. Sono fiducioso e credo che riuscirò a completare il corso di studi da me scelto.
Nell’intervista ho accennato che sono lo studente dell’UNICAL da quattro anni e infatti tutti questi quattro anni la procedura della richiesta d’alloggio era la seguente: prima della scadenza del contratto d’alloggio noi, studenti stranieri, ci recavamo nell’ufficio del centro residenziale per scrivere la richiesta per rimanere nel campus durante il mese di agosto e per poter usufruire dell’alloggio anche per l’anno accademico successivo. Le domande venivano accolte, protocollate ed usciva una lista a parte. Questo luglio ho fatto la stessa identica cosa, così come l’hanno fatto le decine degli altri studenti stranieri. Sottolineo, sono disposto a prendere stanza a pagamento, non chiedo una grazia o un favore, ma ci tengo a rimanere alloggiato presso il Centro Residenziale poiché per il rinnovo del permesso di soggiorno mi servirà sicuramente un contratto d’affitto (in alternativa – un certificato d’alloggio). La cosa che non è poi così scontata: pochi sono i proprietari delle case in affitto che si rendono disponibili di fare questo “favore”.
Insomma, la cosa che vorrei sottolineare è che il mio gesto non vuole essere “una protesta contro…” o “una lotta per”. Vorrei far capire, far vedere le conseguenze, che sto vivendo sulla mia pelle, della mancata comunicazione efficiente. Se mi fosse stato comunicato che da quest’anno le regole cambiano, avrei avuto modo e tempo per organizzarmi diversamente. Tutto qui.”

Leggi il commento ufficiale dell’Unical sulla vicenda

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