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Cosenza, in esclusiva Capela: "dobbiamo imparare da questa situazione"

Cosenza, in esclusiva Capela: “dobbiamo imparare da questa situazione”

La nostra redazione ha contattato in esclusiva Anibal Capela, difensore del Cosenza Calcio.

Oggetto dell’intervista è naturalmente la delicata situazione che il nostro paese sta vivendo negli ultimi mesi. Inoltre, il campionato giocato, gli allenamenti e il futuro sono stati tra i principali temi trattati con il difensore classe 1991.

Come stai e come stai vivendo questo momento?

Sto bene. Tuttavia non posso dire male anche se la situazione intorno è molto triste, ma non posso lamentarmi. Sono chiuso in casa e sto rispettando le regole uscendo solo per motivi di necessità anche se mi ero premunito molto bene prima della quarantena quindi le uscite sono veramente poche. Meno si esce e meno si rischia.

Come vi state allenando?

Con la squadra ci stiamo allenando via skype quasi tutti i pomeriggi, inoltre ci sentiamo anche tutti i giorni, sia via Whataspp che via telefono, anche perché ora abbiamo più tempo a nostra disposizione.

Cosa fai nel tuo tempo libero?

Il resto del tempo mi piace informarmi, per cui cerco di imparare e studiare cose che prima non avrei potuto fare per mancanza di tempo o a causa di fattori quali stress, stanchezza, lavoro o ansia. Per cui mi piace guardare le Borse, le azioni delle aziende dei paesi esteri. Sono cose molto interessanti e si scopre davvero un altro mondo. Inoltre, dato il tempo libero, sto seguendo finalmente anche un corso di analisi grafica in portoghese.

Sotto questo punto di vista dobbiamo guardarla in positivo: tutta questa situazione è un’occasione per imparare e scoprire nuove cose, oltre alle nostre passioni. Soprattutto lo stare in famiglia e riscoprire quei valori che si stavano un po perdendo nella nostra società e quindi ora abbiamo la possibilità di goderci questi rapporti così importanti e valorizzarli.

Com’è lo spirito in squadra riguardo questa situazione? Pensi si possa tornare a giocare?

Lo spirito è che siamo in attesa. Aspettiamo che qualcuno dall’alto decida per risolvere la situazione. Le possibilità che si possa ritornare a giocare sono veramente minime. In questo momento alcuni poteri forti stanno cercando di far riprendere il campionato ma la mia opinione è che per riprendere a pieno ci debbano essere le condizioni giuste e sicure per tutti. Data l’emergenza forte non si deve assolutamente riprendere per l’incolumità non solo dei calciatori ma di tutti, tifosi per primi. Si parla di 13 maggio ma sappiamo bene che, soprattutto per noi, significherebbe Luglio perché andrebbe fatta una seria preparazione fisica dopo 2 mesi di stop per ritornare in forma.

Parlando del campionato disputato prima della grave emergenza, quali sono le cause per le quali questo Cosenza non è riuscito ad emergere?

Diventa difficile parlarne. Abbiamo una squadra tosta, più forte dell’anno scorso. E’ vero, i risultati dicono il contrario, ma dicono anche che abbiamo sempre perso con pochissimo margine. Ci manca vincere per ritornare ad acquisire quella sicurezza in più, lo sappiamo. Ci dispiace perché abbiamo tanti elementi di qualità in rosa. Per cui una causa vera e propria è difficile da trovare, bisogna solo essere più compatti e non cercare alibi ovunque. Se dovesse ripartire il campionato sappiamo bene che le ultime 10 partite saranno 10 finali. Credo fermamente nella salvezza di questa squadra.

Come l’hai vissuto il cambio di Braglia? Cosa ne pensi delle dimissioni di Pillon?

Braglia lo conosciamo, sappiamo le sue qualità. Pillon è stato sfortunato, ha avuto poco tempo a sua disposizione. In questo ambiente ci vuole tempo per abituarsi e invogliare nuove idee e spirito di gioco. Comunque la squadra stava cominciando a rispondere bene, poi questa situazione ha bloccato nuovamente tutto e lo ha portato a fare una scelta giustissima e che condivido perché la famiglia viene prima di tutto. Ad un certo punto il calcio diventa poi secondario.

Dove ti vedi nel tuo futuro dato il contratto in scadenza con il Cosenza?

Io non so dove sarò nel mio futuro, ma so sicuramente che questa piazza rimarrà per sempre nel mio cuore. Ho il contratto in scadenza, è vero, non so se possa rimanere o andarmene, ci sono tante condizioni da tenere in considerazione, ma so sicuro che se guardo al futuro fra 10 o 20 anni, un pensiero positivo e affettuoso nei confronti del Cosenza e di Cosenza lo avrò sicuramente. E’ difficile spiegare a parole quello che questa piazza mi ha trasmesso, qui sono cresciuto soprattutto come uomo perché ho trovato dei valori così importanti che in altre parti si sognerebbero. Ed è proprio grazie a questi valori che ci sono anche i tifosi così calorosi che li rende belli e speciali. In Calabria ci sono solo persone umili, di cuore e calorose; tutte qualità che mi hanno subito colpito dal primo giorno.

Cosa ti auguri dopo tutta questa situazione?

Io spero solo che questo grande problema porti le persone a farsi delle domande sulla propria vita, sui propri errori e, perché no, su quello che si è fatto anche di buono. Siamo stati abituati a vivere in una società egoista e mi auguro, quindi, che dopo tutta questa situazione le persone capiscano che l’egoismo non porta a nessuna parte ma, bensì, l’altruismo è la chiave per vivere bene.

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