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Lettera al Governatore Santelli: “Riapra ai papà la gioia delle sale parto”

Cara Presidente buongiorno,
lo so che non è il momento adatto forse neanche ad augurare buona giornata. Perché ultimamente è così, non è momento di comprare di casa, non è momento di ristrutturare casa, non è momento di andare dal medico o cercare lavoro, non è neanche il momento di fare una passeggiata.
Ora non è il momento.
Forse però ci è stato un momento per stare a casa, a chi una casa la ha o di stare in famiglia a chi può averla vicino. Ed è da qui che bisogna ricominciare, dalla famiglia e dai suoi principi. Ed è per questo che io oggi, anche se Lei Presidente ha appena perso un tentativo per riaprire, anche se non è il momento, che io mi permetto di avanzare una richiesta sbagliata: riapra ai papà la gioia delle sale parto.
Ripartiamo da qui, dalla famiglia unita in un momento sbagliato. E non lo chiedo per mancanza di fiducia in quelle persone eccezionali che ho avuto di conoscere quando sono stato lì dentro. Ancora me la ricordo e non potrei mai dimenticarla l’ostetrica in quel giorno di due anni fà. Ci ha accompagnato alla vita con la serenità di una mamma che tra lavoro e gioia tranquillizzava più me che la futura mamma. Che persona eccezionale! Che giorno eccezionale, come il nuovo viaggio iniziato da lì.
Io non lo so, ma forse sta tutto lì, in quel momento lì. In quelle grida lì, in quel coraggio lì ed in quel pianto lì, della mamma, del papà e del bimbo appena nato.
Anche in momento sbagliato come questo quel momento resta unico.
E le chiederei di aprire ai papà portando mille motivi con me, perché molti strutture hanno già riaperto e quindi si può fare o anche perché mai un papà potrebbe far male a chi più ama al mondo, l’amore probabilmente si scopre lì in quel momento ed è lì che l’amore si esprime in tutta la sua potenza. Ma il motivo per cui Le chiedo ciò è che la mia richiesta sia l’Augurio per la nuova famiglia insieme unita dal primo giorno, anche se il primo giorno è stato un po’ di mesi fa. Un papà è papà dalla gravidanza ma è in sala parto che ne prende consapevolezza.
Le chiedo ciò per ripartire oggi, in questo momento sbagliato, dalla famiglia e dai suoi valori. Dà lì. Perché forse è da questi valori che possiamo partire per sconfiggere tutto ciò che dobbiamo e dovremo sconfiggere.
E’ un atto d’amore la famiglia che non dobbiamo mai smettere di difendere, anche litigando con la ragione.
Lo so cara Presidente che il momento è sbagliato per avanzare richieste, ma la natura non mi aspetta, per quanto sbagliato lo posso chiedere solo ora. E un giorno vorrei poter dire a chi sta per arrivare “Vedi figlia mia, io e mamma eravamo insieme anche in quel momento e per nascere non era proprio il momento migliore ma a quel momento tu gli hai ridato colore”.

Lettera firmata

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