Dopo la conferma avvenuta ieri sera con l’ultimo DPCM da parte del Presidente

Conte, la Calabria si ‘spacca’ in due: ZONA ROSSA SI – ZONA ROSSA NO
La Calabria è stata ufficialmente dichiarata ‘zona rossa’. Questo ha causato delle nuove regole da seguire e restrizioni più rigide. Tra i calabresi si è creata una sorta di ‘divisione’ con pareri contrastanti. Da una parte vi è chi si è rassegnato organizzandosi alla chiusura indetta per venerdì con il famoso ’Lockdown soft’. Mentre dall’altra vi sono tutte quelle persone che mai si sarebbero potuti aspettare una decisione del genere e sono totalmente contrari.
La vera ragione della ‘zona rossa’
La scelta di dichiarare la Calabria ‘zona rossa’ è avvenuta non per il numero di contagi effettivamente dichiarati, ma per la triste realtà sanitaria trascinata da anni. Su Facebook, dopo la conferenza di Conte, è subito nato un gruppo intitolato: ‘No alla Calabria zona rossa‘ che in poche ore ha avuto migliaia di iscritti i quali si stanno organizzando per manifestare oggi alle ore 18.00 a Cosenza a Piazza Kennedy. Voce di un popolo che non ci sta, dopo tanti sacrifici e soldi spesi.
Sono tante le domande che migliaia di persone si pongono: “Dove sono finiti i fondi stanziati per migliorare la sanità in relazione all’epidemia COVID? In 8 mesi COSA concretamente è stato fatto per non arrivare ad un nuovo LOCKDOWN? Le risposte faticano ad arrivare, soprattutto da chi è il reale responsabile, quali i governanti regionali che in 30 anni di governo hanno fatto ben poco. Naturalmente è chiaro anche il non senso civico avuto al 100% da parte di tutti coscienti della situazione sanitaria delicata.
La regione negli anni è sprofondata lentamente in un buco nero dal quale non sembra si veda mai la luce. Ed ora tutti i problemi passati, con l’emergenza sanitaria in corso, riemergono più forti che mai. Il popolo si domanda tante cose e si mobilita già per il futuro, come ad esempio alle elezioni, quando con una penna si potrà prender coscienza di quello che si ha vissuto in questi mesi e a causa di chi.
La Calabria oggi sta indossando un nuovo volto: la Calabria di chi non ci sta e di chi si è stancato di subire in silenzio.
A Cura di Cinzia Tassone
Vai al contenuto




