Il nome di Allan Baclet è marchiato indelebilmente nel cuore dei tifosi del Cosenza.
Con la sua allegria contagiosa, rimasta immutata, Baclet ha conquistato la stima di una città intera; con i suoi gol ha trascinato i lupi alla promozione in Serie B nella storica stagione 2017/2018.

“Storie da lupi“, la video chat con i tifosi trasmessa sulla pagina Facebook dell’Associazione Cosenza nel Cuore e giunta al terzo appuntamento, ha offerto l’occasione per rimembrare i fasti di un passato abbastanza recente e rivivere quelle emozioni attraverso la vivavoce di Baclet. Il 34enne, oggi attaccante del Potenza, ha ricordato quell’annata magica partendo dal principio: “Abbiamo iniziato la stagione con la convinzione di poter stravincere il campionato. Dopo i primi risultati negativi però siamo entrati in un tunnel dal quale siamo usciti pian piano anche grazie a mister Braglia“.
Tra Allan e il tecnico toscano c’è stata sempre grande sintonia: “Con il mister avevo un ottimo rapporto, è un allenatore che pretende molto dai suoi giocatori. È stato fondamentale nella crescita di un giocatore come Gennaro Tutino. Spesso era duro nei suoi confronti ma è anche grazie ai suoi rimproveri di se Tutino è riuscito ad affermarsi ad alti livelli”.
La post season consacra l’ex Lecce e Juve Stabia come principale artefice del salto di categoria e al tempo stesso come amuleto vincente. Il suo rendimento è spaventoso: 5 centri in 7 spezzoni di partite, una media strabiliante di un gol ogni 35 minuti: “I 20 mila del “Marulla” nella semifinale con il Sudtirol li ricorderò per tutta la vita. Ho ancora in testa il boato dello stadio. Un altro colpo al cuore è stato a Pescara: quando sono entrato in campo per il riscaldamento e ho visto quella muraglia umana è stata una scarica d’adrenalina incredibile”.
DOPO TRAPANI: “NON CI FERMA PIU’ NESSUNO”
Ma c’è stato un momento preciso in cui quella squadra ha iniziato a pensare di poter davvero realizzare l’impresa? Baclet risponde così: “È successo in concomitanza del terzo turno, contro il Trapani. Lì abbiamo iniziato a crederci sul serio. Dopo la vittoria al ‘Provinciale‘ ci siamo detti “non ci ferma più nessuno“. Parole al miele per i suoi ex compagni di squadra: su tutti Tutino “è fortissimo”, Mungo e Corsi “un vero capitano, tiene tantissimo alla maglia”. “Ma tutto il gruppo meritava quel successo. Siamo rimasti molto uniti e ci sentiamo spesso”.

Ad Allan Baclet la tifoseria organizzata ha dedicato una coreografia, realizzata in occasione della sua ultima partita in rossoblù e illuminata da un bellissimo arcobaleno comparso nel cielo sopra il “Marulla”, quasi un segno del destino. Una manifestazione d’affetto sincero riservata a pochi, pochissimi eletti. Che lui non ha dimenticato. “Non posso dire che non me l’aspettavo – ammette Baclet – Nei giorni che precedevano la gara con l’Ascoli un ultrà mi diede un’anticipazione chiedendomi di volgere lo sguardo sulla Tribuna B al momento dell’ingresso in campo”. E…: “Quando ho letto il mio nome l’emozione è stata fortissima, mi sono scese le lacrime. Il giorno della partenza per Reggio Calabria sono stato malissimo”.
FIDUCIA IN OCCHIUZZI
C’è anche il tempo per una considerazione sul Cosenza attuale. L’ex numero 16 rossoblù si dice fiducioso: “Diamo tempo, la squadra è viva e si toglierà le sue soddisfazioni. Occhiuzzi poi è un fenomeno, si capiva già quando faceva il secondo a Braglia”.
(Immagine di copertina De Marco per IlCosenza.it)
Vai al contenuto




