Emanuele Lupo, portavoce del gruppo disabili anonimi, scrive una lettera in occasione del 3 dicembre: Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità , istituita nel 1993 dalla commissione europea.
Lettera aperta da parte del portavoce dei Disabili Anonimi.
“Ricorrenza che arriva nel periodo più buio della storia umana contemporanea. Siamo nel pieno di una pandemia che sta mettendo a dura prova non solo l’economia dei paesi, ma anche la tenuta democratica e la resistenza del genere umano. In questo conteso cupo ancora una volta i disabili e le loro famiglie sono messe nell’angolo del dimenticatoio. Nel marasma che si è creato tra governo, regioni, medici, giornalisti, commercianti esasperati, famiglie sul lastrico, si sono alzate diverse proteste che vedono da una parte le istituzioni poco attente ai reali bisogni dei cittadini e dall’altra cittadini esasperati che chiedono reddito, dignità e una sanità pubblica decente.
E i disabili? Niente, silenzio. Relegati come ultimi degli ultimi sono costretti a “pesare” sulle proprie famiglie. Nessuna menzione, nessun contributo economico di sostegno, nessuna attenzione nella vita quotidiana e nella burocrazia che ostacola ancora di più in questo periodo. Regione Calabria e comuni (ad eccezione di qualche sparuto esempio) sono completamente sordi alla voce che arriva dai disabili e dalle famiglie; riescono appena a guardare agli eventi di protesta massmediologi e naturalmente senza dare risposte.
Se già prima non abbiamo assistito ad azioni di inserimento lavorativo, sostegno economico, abbattimento di barriere architettoniche, attenzione e cura delle persone colpite da disabilità, cosa possiamo aspettarci nelle attuali condizioni?
Istituzioni che inseguono giornalisti, giornalisti che inseguono virologi, virologi che inseguono case farmaceutiche e ancora cittadini che inseguono politici eliminando dal dibattito e dall’attenzione all’inclusione sociale le persone disabili.
Se la luce in fondo al tunnel è ancora lontana per debellare questa pandemia, quella dell’inclusione sociale dei disabili è totalmente spenta. E se non fosse per le tante associazioni che con i tanti volontari cercano di far entrare un po’ di conforto in queste famiglie, si potrebbe pensare direttamente a istituire la reclusione forzata nelle proprie abitazioni delle persone con disabilità, quello che più o meno accade in modo silenzioso.
Rivolgo un appello al Governo, nella persona del presidente del consiglio, alla Regione Calabria, ai consiglieri regionali e a tutti i Sindaci Calabresi. Affinché si ponga l’attenzione sulla questione, programmando degli interventi di sostegno economico e assistenziale mirati e immediati da destinare ai disabili e alle famiglie che assistono persone con handicap, si faccia sì che questa giornata non passi nel silenzio.”
Emanuele Lupo
Disabili Anonimi
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