Le accuse risalgono al 2009 quando la paziente per due volte si era rivolta al dermatologo per curare una vitiligine

Nelle due visite, prenotate al “Mariano Santo” dalla giovane per curare una vitiligine, il medico fece spogliare la paziente facendola poi sdraiare sul lettino e, in entrambi i casi, iniziò a tastarla. La ragazza reagì rivestendosi e scappando dallo studio del dermatologo. Dopo il racconto del secondo episodio la famiglia della donna decise di denunciare tutto ai carabinieri che, dopo varie indagini, andarono a prenderlo direttamente sul posto di lavoro per notificargli gli arresti domiciliari.
Ieri la sentenza che ha condannato il medico anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e (su richiesta dell’avvocato Giuseppe Malvasi, che ha rappresentato la vittima) al pagamento di una provvisionale di 15mila euro.
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