Si tratta di un fenomeno che potremmo tranquillamente definire inarrestabile e che sta avendo un’influenza enorme sulle nostre modalità d’acquisto.
Il commercio virtuale sta andando a sostituire gradualmente quello tradizionale che invece arranca alla ricerca di una nuova dimensione per non scomparire. Attorno alla nascita e al successo dei negozi su internet ruotano strategie e scelte commerciali specifiche, unite alla creazione del canale che rappresenti nel miglior modo possibile i prodotti dell’azienda.
Parliamo ovviamente dei siti e delle piattaforme che fanno da punto d’incontro tra domanda e offerta. In tal senso anche il numero di sviluppatori web è in continua crescita e per questo il numero delle persone che decidono di studiare programmazione con un corso di informatica online come quello di aulab è sempre maggiore. L’azienda italiana è impegnata da anni nella formazione dei futuri esperti di codici, utilizzando delle modalità didattiche che consentono un veloce inserimento nel mondo del lavoro. Ma andiamo a vedere alcuni numeri relativi al commercio virtuale e a ragionare sui perché del suo successo.

Perché i consumatori scelgono l’e-commerce
Se per tante persone il rituale degli acquisti presso i negozi tradizionali è insostituibile, un numero sempre più elevato di consumatori si è lentamente convertito allo shopping virtuale per tutta una serie di motivi. I più importanti e ricorrenti riguardano prima di tutto il risparmio sia in termini di tempo che di denaro. Sotto il primo punto di vista è evidente che, soprattutto per chi abita in una grande città flagellata dal traffico, il poter concludere un acquisto senza muoversi da casa è un vantaggio che permette di utilizzare quel tempo in altre attività.
Il minor dispendio monetario è legato sia ai prezzi spesso concorrenziali presenti sui siti in rete, ma anche alla possibilità di effettuare una comparazione tra le varie offerte per scegliere quella migliore. E strettamente collegato a quest’ultimo aspetto è la differenza di varietà di merci a disposizione. A meno che si abbia la voglia di passare una giornata intera a controllare tutti i negozi della città in cui si vive, lo shopping tradizionale prevede di solito che ci si rivolga ai soliti 2-3 negozi, e questo comporta delle notevoli limitazioni in sede di scelta. Online invece, si ha la possibilità di passare in rassegna l’offerta sterminata di qualsiasi sito presente in rete con possibilità di scelta quasi infinite.
L’ultimo motivo lo possiamo collegare direttamente all’inizio dell’emergenza sanitaria. Le restrizioni hanno imposto ai cittadini di limitare le uscite e il contatto con le altre persone. In tanti hanno provato a muoversi in orari meno gettonati per evitare la ressa all’interno dei punti vendita, altre persone invece hanno direttamente evitato orientandosi verso gli acquisti virtuali.
Dati e statistiche sull’e-commerce
1) Crescita e diffusione
Più dell’80% della popolazione che ha accesso alla rete ha effettuato almeno un acquisto su internet si beni o servizi, mentre il 50% ha sfruttato il canale telematico per i propri acquisti in più di una occasione. Il 71% dei consumatori virtuali è convinto che online sia possibile trovare soluzione per gli acquisti migliori ma soprattutto più convenienti.
Si stima che per il 2040 il 95% degli acquisti saranno effettuati attraverso siti e piattaforme dedicate all’e-commerce. I paesi che negli ultimi anni hanno fatto registrare un aumento più consistente dei traffici relativi al commercio virtuale sono: India, Arabia Saudita, Indonesia e Filippine. Quelli che invece hanno avuto una crescita inferiore sono Ucraina, Lettonie a Francia.
2) Influenza dei Social media
Il 46% degli utenti che acquista online sostengono di essere influenzati dalle varie piattaforme social in merito agli acquisti. A farla da padrone, ovviamente, Facebook, che fa registrare il maggior impatto sulle scelte dei consumatori. E il 54% dell’utenza che frequenta il social di Zuckerberg, utilizza il proprio telefono per guardare i contenuti e per interagire con la piattaforma. Un altro segnale importante del ruolo sempre più centrale degli smartphone anche in ottica acquisti.
E in tal senso, la fascia d’età tra i 31 e i 44 anni spende il 68% del proprio budget presso negozi online.
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