Ho letto con attenzione, e per vero con curiosità ed apprensione, le non velate preoccupazioni del gruppo Pd regionale (accompagnate da altre e differenti note negative a cura del deputato M5S D’Ippolito) che hanno accompagnato la storica decisione della Regione Calabria di acquistare dal socio privato le quote residuali di Sorical che, oggi (finalmente aggiungo io), rendono la Regione Calabria titolare “pubblico” e non più a partecipazione privata dell’azienda che gestisce le acque potabili calabresi.
Credo che il centrosinistra calabrese abbia tutti i diritti di porsi quesiti e domande, ma sommessamente ritengo che avremmo dovuto salutare il risultato ottenuto dalla giunta Occhiuto con un tantino di entusiasmo in più.

Non fosse altro che per gli sforzi profusi in tale direzione (rimasti, ahinoi, solo senza quel risultato) anche dal nostro campo quando eravamo noi a governare la Calabria e soprattutto Sorical.
Il buon lavoro intrapreso dai predecessori non andava dimenticato.
Ed allora se è Occhiuto a rendere finalmente pubblica la gestione dell’acqua in Calabria, prendiamone atto, indichiamo come giusto dubbi e perplessità oggettive, ma non permettiamo a nessuno di additarci da oggi come i difensori delle multinazionali private per chissà quali reconditi fini.
L’acqua pubblica è un nostro tema e se è l’avversario di sempre ad averla raggiunta non possiamo che rallegrarcene.
Così come saremo e dovremo essere infinitamente felici se, a seguito del commissariamento di 14 depuratori sul Tirreno, effettuato a giugno e non più ad agosto, a tempo abbondantemente e puntualmente scaduto, riusciremo a bagnarci in acque migliori rispetto a quelle degli ultimi 20 anni.
Personalmente rivolgo il mio ringraziamento a questo presidente per aver saputo portare a termine un lavoro lungo ed oneroso iniziato già qualche anno fa, non senza difficoltà.
Chapeau.
Si continui in questa direzione, per amore di Calabria e non di fazione.
Così in una nota l’ex consigliere regionale del Pd, Giuseppe Giudiceandrea.
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