Consumatori vittime delle tasse e della crisi economica, se lo Stato non interverrà facilitamndo anche l’accesso al credito sarà difficile far decollare le spese
Sarà comunque in Natale amaro per i commercianti cosentini, conseguenza della mancanza di liquidità che attanaglia i possibili consumatori spremuti da fisco e crisi economica. La denuncia arriva direttamente dalla Confcommercio locale che riprende gli studi di quella Nazionale: si stima un aumento della tassazione di 18 punti percentuali rispetto allo scorso anno e nonostante la tredicesima netta a disposizione degli italiani sia dello 0,9% più alta rispetto al 2013, l’aumento verrà annulato dall’impennata della tassazione.

Tutti dati che si riflettono drammaticamente anche a Cosenza. Secondo il Centro Studi di Confcommercio Cosenza il 62 % dei consumatori cosentini stanzierà un budget tra i 100 e i 300 euro. In particolare, aumentano coloro che contano di spendere meno di 100 euro (sono il 34,5% nel 2014 contro il 31,5% dello scorso anno) e diminuiscono quelli che spenderanno più di 300 euro (sono il 3,5% rispetto al 5% del 2013). La spesa media per persona per i regali di Natale sarà attorno ai 150 euro, in linea con il valore dello scorso anno ma in forte flessione rispetto ai livelli del 2009 quando era superiore ai 200 euro.
Tra chi ha ridotto più il budget dedicato agli acquisti soprattutto i giovani fino ai 34 anni e gli anziani oltre i 64 anni, mentre i punti vendita preferiti dai consumatori vedono in testa la grande distribuzione (60,3%) ma è anche in aumento la percentuale di coloro che acquisteranno online (22%). I prodotti più venduti anche per questo natale saranno i generi alimentari (70%) e i giocattoli (52%) ma ci saranno ibcrementi del 3,3% per gli smartphone e dell’1,2% per i tablet. Invece i consumatori taglieranno su alcuni prodotti come calzature (-2%), prodotti per la cura della persona (-2%) e abbigliamento (-1,5%).
Maria Cocciolo, direttore di Confcommercio Cosenza, commenta così le previsioni : “Occorre ridare speranza alle famiglie, mettere in atto politiche di riduzione della pressione fiscale e di aiuto ai cittadini ed alle imprese, azioni mirate che facciano decollare i consumi. Le amministrazioni locali, in particolare, devono dimostrare maggiore senso di responsabilità verso le comunità di riferimento e rispondere alle esigenze dei loro territori. È doveroso, inoltre, attivarsi al più presto per rendere meno difficile l’accesso al credito ed operare uno snellimento delle procedure burocratiche in tutti i settori”.
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