La consigliera di minoranza Pina Sturino commenta le vicende “politiche” che stanno caratterizzando questo inizio di primavera montaltese.
“A Montalto si è perso il senso delle istituzioni – dice Sturino – e la politica che dovrebbe essere al servizio della comunità si occupa di vicende che ai cittadini appassionano ben poco”.
“Fatti – continua – che hanno più il sapore del gossip e del chiacchiericcio piuttosto che di amministrazione della cosa pubblica, intanto però la comunità continua a soffrire. Per tali ragioni sono fermamente convinta che l’unica via percorribile per risollevare le sorti della città è quella di chiudere qui questa esperienza amministrativa”.
“Tornare al voto – rincara Sturino – permetterebbe di ripensare e rigenerare tante menti offuscate da un odio non più latente ma soprattutto consentirebbe di chiudere una delle pagine più tristi della vita pubblica cittadina che ha portato a far morire la politica per dare spazio a dibattiti che stanno relegando Montalto a diventare lo zimbello dell’area urbana e dell’intera provincia se non di più”. Considerazioni che hanno una radice profonda.
“Siamo ormai arrivati al capolinea, questi eventi – spiega Sturino -, distolgono l’attenzione dai problemi reali presenti sul territorio che i cittadini palesano in ogni dove. Le lamentele che proliferano da ogni angolo della città, certificano il fallimento dell’amministrazione e di questa politica, capace soltanto di generare discordia, non raggiungere gli obiettivi del programma elettorale per il quale gli elettori hanno riposto la loro fiducia, gettare ombre sulla moralità di chi si interessa alla vita pubblica, alludere a comportamenti non proprio eticamente corretti con il chiaro intento di infangare chiunque e dulcis in fundo non avere nessuna strategia di programmazione delle attività da svolgere né ordinaria, immaginiamoci straordinaria”.
“Certamente foraggiare questo stato di cose è molto più semplice che investire tempo, attenzione ed energia per approfondire, per andare al nocciolo delle questioni e acquisire consapevolezze dei problemi reali.
Gli effetti sono, il mal funzionamento dei servizi essenziali che devono agevolare il rapporto dei cittadini nei confronti dell’amministrazione pubblica locale che, invece di facilitare la quotidianità, incide nel causare più disagi di quanti se ne riescano a mal sopportare.
Lo abbiamo riscontrato con la viabilità malridotta delle nostre strade, con la precarietà del servizio idrico e delle condotte, con l’assenza di incentivazione del welfare, con decisioni discutibilissime di utilizzo dei fondi covid.
E ancora, deficit sulla transizione digitale che hanno causato fra i tanti disagi, file chilometriche di contribuenti chiamati a fare i conti con le bollette pazze per dimostrare gli avvenuti pagamenti dei tributi locali.
La mia proposta per l’istituzione di una task force per l’aggiudicazione dei bandi e per il PNRR ha avuto la stessa sorte di quella proposta all’epoca del covid, ossia non è mai stata istituita. Così come, mai e poi mai è stato affrontato con serietà il tema cultura seppur la città, almeno un tempo, veniva considerata di grande interesse storico e culturale in quanto crocevia di diverse civiltà e per questo ancora oggi, oggetto di numerosi studi.
Venire a sapere che l’idea di un censimento sui monumenti di valenza storico-culturale sia stato bloccato è sinonimo di indifferenza e disinteresse. Ad esempio, il sito archeologico di località Tesori-Pantoni attende ancora l’attenzione che merita.
E poi, giorni fa, la Regione Calabria ha istituito il progetto del “Cammino di San Francesco” in cui sono rientrati tanti comuni della provincia tranne il nostro, anche qui assente, nonostante tutti sappiamo del rapporto del Santo con Montalto. Non si pensa a valorizzare nulla, né il centro storico e le sue bellezze e né, purtroppo, i tanti montaltesi che con le loro capacità ed intuizioni trovano soddisfazione altrove. Questi sono solo alcuni esempi che testimoniano l’autentico fallimento.
Di contro, invece, si assiste a una guerra fratricida interna alla maggioranza che pone la stessa ormai minoranza se non in consiglio, certamente in termini di popolarità.
Il dato politico è che, al di là delle astute e funamboliche capacità del sindaco di mantenere i numeri fra i banchi della maggioranza, i veri fautori della sua vittoria non sono più con lui.
Ciò che rimane di quella coalizione sono i rappresentanti stretti delle liste di sua emanazione e poco altro.
Il Sindaco Caracciolo praticamente è un uomo solo al comando, senza un vicesindaco e con deleghe importantissime nelle sue mani. Ne consegue che non è facile lavorare serenamente in queste condizioni e difatti aumentano i rischi di non cogliere obiettivi per l’ente, con i risultati visibili agli occhi di tutti.
Per la democratica vita amministrativa della città è giunto il momento della riflessione e del coraggio. Caracciolo metta da parte l’orgoglio e compia un gesto di consapevolezza e dignità assoluta. Un gesto di stima verso una città che per ben due volte ha nutrito fiducia in lui e nelle sue coalizioni, che però adesso, ha perso ogni riferimento, ogni speranza.
Per il bene dei montaltesi il mio auspicio è che la politica ritorni al servizio dei cittadini al più presto, perché il tempo scorre velocemente e si sono perse e si perdono opportunità di benessere e serenità per tutti.
Laddove non si troveranno soluzioni efficaci e tangibili, se ne prenda atto e si dia la possibilità a Montalto Uffugo di voltare pagina e pertanto come già asserito durante diversi consigli comunali, si valuti di tornare al più presto alle urne” – conclude la consigliera Sturino.
Vai al contenuto





