Tra lettura condivisa, dialogo con l’autrice e partecipazione attiva, la scuola si conferma presidio culturale del territorio e luogo di formazione civile delle nuove generazioni
Di Anna Maria Ventura
Il Liceo Classico “Bernardino Telesio” di Cosenza si conferma ancora una volta luogo privilegiato di elaborazione culturale e di dialogo tra scuola e territorio.
Il 26 febbraio 2026, la Biblioteca “Stefano Rodotà” dell’istituto ha ospitato l’Incontro con l’autrice dedicato al volume “Ars Enotria. Un racconto di luoghi, idee, personaggi per conoscere la Calabria (1997–2022). Arte • Letteratura • Musica”, a cura di Angela Martire, edito da “editoriale progetto 2000”, trasformando una mattinata scolastica in un’esperienza culturale condivisa e profondamente partecipata.
L’incontro si è aperto con i saluti del Dirigente scolastico ing. Domenico De Luca. Gli interventi sono stati introdotti dalla professoressa Francesca Mastrovito, referente della letteratura territoriale.
Fin dall’ingresso in biblioteca si percepiva un’atmosfera particolare: non quella formale di una presentazione accademica, ma il clima raccolto e attento di una comunità che si riconosce nella cultura come pratica viva. Tra scaffali colmi di libri e file ordinate di studenti, il silenzio era attraversato da un’attesa consapevole. I ragazzi non erano semplici ascoltatori: avevano già incontrato il testo, discusso le sue pagine, costruito riflessioni personali e collettive.
Guidati dalle docenti referenti T. Mosciaro e A.G. Dimonopoli, gli studenti delle classi 2Abio, 2E, 1E e 1A avevano infatti letto e approfondito il volume nelle settimane precedenti, realizzando cartelloni dedicati alle diverse anime dell’opera e lavori individuali — recensioni e articoli — che hanno costituito la base del dialogo con l’autrice. Questo percorso preparatorio ha reso evidente come la lettura, quando è accompagnata e condivisa, diventi esperienza formativa capace di superare i confini della didattica tradizionale.
Durante l’incontro, gli interventi degli studenti si sono distinti per precisione e maturità critica, aprendo riflessioni sull’identità culturale, sul ruolo dell’arte nella costruzione della memoria collettiva e sulla necessità di raccontare la Calabria attraverso narrazioni alternative agli stereotipi. L’attenzione diffusa e partecipe ha creato un clima di ascolto reciproco raro, in cui la distanza tra autore e lettore sembrava dissolversi.
Il volume “Ars Enotria” si configura infatti come un mosaico culturale della Calabria attraverso i secoli, un racconto corale che intreccia arte, letteratura e musica per restituire venticinque anni di esperienze creative e intellettuali create e vissute dall’associazione Ars Enotria. Attraverso luoghi, idee e protagonisti, il libro propone una visione dinamica della regione, mettendo in luce energie culturali spesso poco visibili ma fondamentali per comprendere l’identità del territorio. Un invito a riconoscere nella cultura una forza generativa capace di costruire futuro.
Visibilmente commossa, Angela Martire ha sottolineato come il libro — e prima ancora l’associazione Ars Enotria — siano nati dall’amore per la Calabria e dal desiderio di mostrare il bello della sua civiltà e della sua storia. Le sue parole hanno trovato riscontro nell’entusiasmo degli studenti, segno concreto di un incontro riuscito.
È emersa con chiarezza una convinzione condivisa: il coinvolgimento dei giovani deve rappresentare la finalità primaria di ogni associazione culturale. La cultura non può restare chiusa nelle sale o nei salotti, ma deve entrare nelle scuole, incontrare le nuove generazioni e dialogare con esse. Ars Enotria ha scelto questa strada, e l’esperienza vissuta al Telesio ne ha confermato l’efficacia, decretando un nuovo successo.
L’iniziativa ha offerto anche una riflessione più ampia sul ruolo dei licei classici e, più in generale, della scuola nel panorama culturale contemporaneo. Il Liceo Telesio, con la sua tradizione umanistica e la sua apertura al territorio, si configura come un presidio culturale capace di tenere insieme memoria e contemporaneità. Questa funzione dovrebbe riguardare l’intero sistema scolastico: la scuola tutta dovrebbe diventare luogo di incontro tra istituzioni, associazioni e comunità, una vera agorà moderna in cui la cultura diventi viva e le conoscenze aiutino a comprendere la realtà e ad affrontarne le sfide.
In contesti in cui spesso mancano spazi stabili di confronto culturale, la scuola assumerebbe così un ruolo decisivo: custodire il sapere, ma soprattutto generare dialogo, senso critico e appartenenza.
La mattinata del 26 febbraio ha mostrato con chiarezza che quando la cultura entra nelle aule e gli studenti ne diventano protagonisti, la scuola smette di essere solo luogo di istruzione e diventa autentico motore culturale del territorio.

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