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A Montalto vaccini agli amici? In consiglio la protesta di Mazzotta

Oggetto dell’accesissima discussione in consiglio comunale ieri sera a Montalto Uffugo, un messaggio su un gruppo WhatsApp del consiglio comunale i cui membri sono tutti i consiglieri comunali più il sindaco.

In questo gruppo, qualche sera fa, la consigliera comunale Pina Sturino riportava un messaggio che gli era stato inviato da un cittadino, in cui si ipotizzava la somministrazione di vaccini “agli amici degli amici”.

Un messaggio a cui il sindaco avrebbe risposto, che eventualmente fosse vero, la colpa è da attribuire ai medici.

L’ipotesi è dunque che avrebbero ricevuto il vaccino persone che non ne avevano il diritto in quel momento. Il sindaco a fine discussione ha svelato di sapere di due medici che hanno usato tale condotta.

A Montalto vaccini agli amici? In consiglio la protesta del consigliere Filippo Mazzotta che abbandona l'aula
A Montalto vaccini agli amici? In consiglio la protesta del consigliere Filippo Mazzotta che abbandona l’aula

Mazzotta ha portato l’accaduto in aula ed ha chiesto al sindaco di formulare scuse pubbliche.

«E’ scivolato su una buccia di banana. Mi aspetto da lei, a nome mio personale e della categoria e degli operatori che stanno lavorando per dare lustro alla città di Montalto e quindi anche a lei che è Primo cittadino, le sue scuse pubbliche» – ha detto Mazzotta.

A Montalto il centro vaccinale potrebbe diventare Hub regionale

«Siamo partiti con un mese di ritardo – ha proseguito Mazzotta -, e non voglio fare polemiche e sappiamo tutti perché. Il centro vaccinale di Montalto, se non conosce i numeri se li faccia dire dal suo delegato (ndr, Silvio Ranieri), si è messo al pari con gli altri centri regionali. Forse lei questo non lo sa, perché impegnato in altro. Il centro ha l’aspirazione di diventare “Hub”. Lei neanche questo sa, perché non sta facendo nulla perché diventi centro Hub. Lei con le sue affermazioni ha sconfessato anche il suo delegato, così come tutti gli operatori che lavorano a nome e per conto anche suo sindaco. Chieda i numeri, che sono di tutto rispetto».

I toni si fanno pesantissimi, Mazzotta incalza.

«Lei non può venire a pavoneggiarsi come farebbe Luigi XIV^ attorniato dalla sua corte. Lei come Primo cittadino e prima autorità sanitaria di Montalto, deve mettersi una tuta, stare con noi e deve venire a mangiare “pane e vaccini”.

Non deve venire a pavoneggiarsi di nulla, perché lei non ha nessun merito, che cosa ha fatto?

Lei non sta facendo nulla per il centro vaccinale. Stiamo elemosinando vaccini tutte le mattine. Lei è sparito dalla circolazione. Io pretendo che il consiglio prenda atto di quello che sto dicendo, perché c’è qualche membro di questa maggioranza che può testimoniare in quanto ha partecipato ai lavori della vaccinazione. Se i medici hanno vaccinato “gli amici degli amici”, saranno i suoi medici, oppure i medici contattati dai suoi emissari per vaccinare le persone che lei dice. Lì dentro io non conosco medici che hanno vaccinato “gli amici degli amici”.

Abbiamo vaccinato secondo scienza e coscienza e ci sono le tabelle che lo possono testimoniare. E comunque, il discorso non si ferma qui, perché ritengo rivolgermi all’ordine dei medici, al suo ordine professionale e all’associazione dei comuni, perché pretendo le sue scuse a nome mio come Responsabile del centro vaccinale di Taverna e a nome di tutti gli operatori che stanno dando l’anima».

Pietro Caracciolo - sindaco di Montalto Uffugo - A Montalto vaccini agli amici? In consiglio la protesta di Mazzotta
Pietro Caracciolo – sindaco di Montalto Uffugo

La risposta di Pietro Caracciolo è altrettanto veemente

«Non accetto lezioni da nessuno. Se lei vuole, io da domani andrò a controllare i vaccini» – ha replicato il sindaco. Ma nel batti e ribatti, «Lo deve fare» – ha risposto Mazzotta. «Mi metterò all’ingresso – ha continuato Caracciolo – a parlare con le persone che mi diranno “mi ha chiamato il dottore Tizio o Sempronio. Io non devo chiedere scusa a nessuno».

I toni rimangono incandescenti

«Intanto – ha proseguito il sindaco -, si fa sempre riferimento al sottoscritto come se stesse pensando ad altro. Il Comune di Montalto non è nei miei pensieri secondo qualcuno che scrive. Il comune di Montalto non è soltanto il centro vaccinale. Sicuramente non è partito in ritardo per negligenze di questa amministrazione. Credo che nell’ultimo consiglio comunale siano state sviscerate tutte le situazioni e credo che, da come ha detto il dottore Zuccarelli, qualche responsabilità ci sia anche dell’organismo medico e sanitario. Mi meraviglio di questi atteggiamenti con fare plateale, forse per acquisire consensi di non so chi. Non c’è la gara a chi arriva per primo, a me interessano i risultati, arrivati grazie anche ai sanitari e al lavoro svolto dal consigliere delegato Ranieri».

Il parafulmine

Il sindaco ha spiegato che la sua amministrazione è costituita da assessori e consiglieri delegati e che per ogni cosa, invece, a Montalto ormai c’è un “vezzo” che è quello di far riferimento sempre al sindaco. «Possibile che il punto di riferimento, il parafulmine, è sempre il sindaco nel bene e nel male?» ha lamentato il sindaco.

Il centro vaccinale di Montalto, uno dei più efficienti della Calabria

«Montalto è uno dei più efficienti della provincia di Cosenza e di tutta la Calabria. I meriti vanno ai medici che si prodigano, all’organizzazione che ha messo in campo Silvio Ranieri, alla protezione civile e a tutti gli operatori. Non vedo cosa dovremmo fare» – ha detto Caracciolo. «Il consigliere Mazzotta probabilmente non è a conoscenza del fatto che prima del consiglio comunale scorso, il sottoscritto ha scritto alla Regione ed al commissario Longo, per fare delle rivendicazioni. Mi pare che i risultati ci sono».

Non vi piace Montalto? Cambiate residenza!

«Noi ci dobbiamo confrontare con i comuni grossi, a questi ci dobbiamo ispirare per capire se l’organizzazione funziona o meno, e non con i paesi piccoli. Ho letto un suo articolo dove elogia altri comuni, leggo sui social che qualcun altro che vanta altri comuni. Sarei tentato di dire ma allora cambiate residenza. Lei è stato critico nei confronti dell’organizzazione, del centro vaccinale. Lei dice il contrario, contano i risultati, perché quando vado al sit-in di Cosenza e altri sindaci si complimentano con me, io sono orgoglioso di quanto fatto. Io sono assolutamente soddisfatto da quello che è l’opera dei medici. Di fronte a certe situazioni però un po’ di criticità ci vuole».

Il sindaco poi è tornato sulla questione del messaggio sui vaccini agli amici degli amici incriminato da Mazzotta

«Chiederò scusa quando verrò sul posto e mi renderò conto che nessun medico è andato a casa da qualche paziente a fare il vaccino a domicilio, quando verificherò che non ci sono cittadini che chiedono di un medico. Se un cittadino è prenotato non deve chiedere di un medico. Quando sarò convinto di aver detto delle sciocchezze sarò il primo a chiedere scusa. Oggi non ritengo di chiedere scusa a nessuno, poi puoi fare esposti a chi vuoi».

Si accende di nuovo la discussione: Mazzotta abbandona l’aula, il sindaco risponde rivelando che i medici sarebbero almeno due.

Il consigliere Filippo Mazzotta, alzandosi in piedi e con tono infervorato: «Abbandono l’aula in segno di protesta per il suo atteggiamento nei confronti della categoria e di chi lavora nel centro vaccinale. Quello che ha detto nei confronti dei medici è offensivo perché ci stiamo dando l’anima nessuno escluso, abbandonando famiglia e lavoro».

Nel mentre Mazzotta guadagnava la via d’uscita dell’aula consiliare, il sindaco ha affermato: «Mi spiace che il consigliere Mazzotta ha avuto questo atteggiamento». «Bisogna essere corretti sindaco» – ha ribattuto Mazzotta, ma il sindaco «Lo sono, me ne sono reso conto personalmente, sono due i medici che sono interessati caro Mazzotta».

Una vicenda questa riportata in consiglio che non fa bene a Montalto Uffugo e che fa male a chi ancora è in attesa di un vaccino, pur avendone diritto. Sentire parlare di certe cose, è assimilabile al disprezzo per il prossimo. Se una cosa deve prevalere, come sempre, è l’amore per la verità e la giustizia che non crea disparità per nessuno.

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